<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[IoChatto: Veleni nei nostri alimenti: Antibiotici, tossine e metalli pesanti]]></title>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/42794/veleni-nei-nostri-alimenti-antibiotici-tossine-e-metalli-pesanti</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/42794/veleni-nei-nostri-alimenti-antibiotici-tossine-e-metalli-pesanti</guid>
	<pubDate>Tue, 17 May 2016 11:17:15 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/42794/veleni-nei-nostri-alimenti-antibiotici-tossine-e-metalli-pesanti</link>
	<title><![CDATA[Veleni nei nostri alimenti: Antibiotici, tossine e metalli pesanti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>IL BATTERIO<strong> Escherichia coli nella carne argentina,</strong> <strong>salmonella</strong> nel pollame dal Brasile, ma anche residui chimici nocivi, antibiotici, metalli pesanti e Ogm non autorizzati. <br>Un ampio ventaglio di cibi a rischio che finisce sulla nostre tavole. A nostra insaputa. Il dossier <strong>Coldiretti</strong>, elaborato su dati del Sistema di allerta europeo 2015, fotografa una situazione largamente fuori controllo. Le verifiche, a campione, sono limitate (sotto l&rsquo;1% per gli scambi intra-comunitari e al 4,7% per i prodotti importati dai Paesi terzi) ma bastano a inchiodare Cina (469 casi), Turchia (214) e India (200) come le tre sorelle al top della lista nera dei prodotti irregolari.</p>
<p><strong>UN PROBLEMA soprattutto di regole</strong>. O, meglio, di<span style="text-decoration: underline;"> assenza di regole</span>. &laquo;Negli ultimi 20 anni &ndash; sottolinea il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo &ndash; la globalizzazione ha visto come riferimento il prezzo del prodotto agricolo e mai le regole di produzione. Subiamo la concorrenza sleale di Paesi terzi che producono in modo meno sicuro, con prodotti chimici da noi banditi, senza norme a tutela del lavoro o dell&rsquo;ambiente&raquo;. Cibi che costano poco ma valgono meno e, oltre a generare un danno economico, mettono a rischio la salute dei consumatori.</p>
<p>Anche perch&eacute; oltre met&agrave; della spesa degli italiani &egrave; &lsquo;anonima&rsquo;: salumi, carne di coniglio, carne trasformata, frutta e verdura trasformata, derivati del pomodoro diversi da passata, formaggi, derivati dei cereali come la pasta, latte a lunga conservazione, sughi pronti e riso. Tutti prodotti per i quali non c&rsquo;&egrave; l&rsquo;obbligo di indicare la provenienza. E, guarda caso, molti rientrano tra quelli &lsquo;incriminati&rsquo;. I <strong>prodotti tossici</strong> intercettati e respinti contenevano soprattutto <strong>aflatossine</strong> (frutta secca), <strong>antiparassitari</strong> (<em>riso, foglie di vite, carciofi, fragole e ceci</em>), <strong>salmonelle</strong> (semi di sesamo, carne e prodotti ittici), <strong>parassiti</strong> (soprattutto datteri).</p>
<p>Tra i contaminanti microbiologici, la <strong>salmonella</strong> &egrave; la pi&ugrave; diffusa (<span style="text-decoration: underline;">con ben 476 notifiche</span>), non pochi anche i residui chimici come i fitofarmaci (437) e le micotossine (221). E poi ci sono i <strong>metalli pesanti</strong> (mercurio, cadmio, arsenico, piombo) e i materiali estranei come pezzi di vetro e metalli.</p>
<p>La battaglia sulla tracciabilit&agrave; e l&rsquo;etichettatura va nella direzione di rendere i consumatori consapevoli di ci&ograve; che mettono nel piatto, in grado di distinguere tra il prodotto italiano e quello &laquo;figlio di agricolture che hanno controlli non paragonabili ai nostri&raquo;. Basti pensare che i residui chimici in Italia sono tre volte inferiori alla media europea e 12 rispetto ai Paesi extra Ue.</p>
<p>IL TERRENO di gioco &egrave; sia europeo che nazionale: &laquo;Il regolamento Ue 1169 &ndash; spiega Moncalvo &ndash; dice che un Paese membro, se pu&ograve; dimostrare che c&rsquo;&egrave; una domanda di trasparenza da parte dei consumatori, pu&ograve; ottenere da Bruxelles un&rsquo;attuazione nazionale dell&rsquo;etichettatura&raquo;. E <span style="text-decoration: underline;">il 96% dei consumatori, sondato dal ministero delle Politiche agricole, vuole sapere esattamente ci&ograve; che mangia</span>.</p>
<p><img src="https://www.dinuovoatavola.it/wp-content/uploads/2015/12/supermercato.gif" alt="fare la spesa: i cibi contaminati" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>Dunque, dopo la Francia, anche l&rsquo;Italia si sta muovendo su questo fronte. Lo stesso ministro Maurizio Martina ha ribadito l&rsquo;impegno a tutelare il made in Italy , &laquo;con l&rsquo;obiettivo di salvaguardare il reddito dei produttori e dare forza alle imprese agroalimentari&raquo;. Se i prodotti &lsquo;tarocchi&rsquo; valgono in Italia 60 miliardi e 300mila mancati posti di lavoro, la concorrenza sleale con cibi rischiosi e di bassa qualit&agrave; pesa sui ribassi dei prezzi, come quelli di agrumi e pomodori, crollati anche del 60%. Con la salute di mezzo per&ograve;, molti sarebbero disposti a pagare qualcosa di pi&ugrave; pur di avere la certezza sull&rsquo;origine di ci&ograve; che mangiano.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.quotidiano.net/metalli-pesanti-alimenti-1.2166536">https://www.quotidiano.net/metalli-pesanti-alimenti-1.2166536</a></p>]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>