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	<title><![CDATA[IoChatto: Frittura, quale olio usare per friggere?]]></title>
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	<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 09:31:06 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Frittura, quale olio usare per friggere?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La scienza della frittura: i segreti per scegliere l'olio giusto e ridurre la formazione di sostanze nocive</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://amalfinotizie.it/wp-content/uploads/2017/11/Frittura-di-Pesce-alla-Napoletana-Ricetta-696x534.jpg" alt="frittura" width="650" style="border: 0; border: 0px; "></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A volte la frittura viene condannata per essere un alimento tra i meno indicati per la salute, spesso anche senza giustificazioni scientifiche. Sicuramente un alimento fritto presenta una certa componente nociva in funzione ad alcuni fattori, quelli legati alla qualit&agrave; dell&rsquo;olio con cui friggiamo e quelli dovuti alla tecnica di frittura utilizzata. Grassi e oli sono le componenti dei trigliceridi - esistono <strong>grassi saturi e grassi insaturi</strong>, a parte la loro origine, <strong>vegetale o animale</strong>, alcuni dei grassi saturi sono precursori dell&rsquo;ipercolesterolemia, mentre quelli insaturi sono beneficiari per la nostra salute, se assunti in piccole quantit&agrave;.<br><br>Una buona frittura, per quanto vada sempre considerata come alimento da consumarsi non troppo frequentemente, <span style="text-decoration: underline; ">pu&ograve; essere addirittura un sistema per mantenere alto il valore nutritivo di alcuni alimenti</span> (come le verdure in pastella).</p>
<p>Quando si scalda un qualsiasi olio o grasso ad una temperatura alta per la frittura, ovvero tra <strong>i 150 e i 190&deg;C</strong>, s&rsquo;innescano specifiche reazioni che trasformano i trigliceridi, l&rsquo;idrolisi, quel processo che avviene per contatto con l&rsquo;acqua, <strong>la polimerizzazione</strong>, reazione chimica che porta alla formazione di una catena, ovvero una molecola costituita da parti uguali che si ripete in sequenza; e l&lsquo;ossidazione che avviene per contatto con l&rsquo;aria. <strong>L&rsquo;idrolisi</strong> che avviene per il contatto con l&rsquo;acqua contenuta negli alimenti, scinde i trigliceridi formando mono e digliceridi da un lato, pi&ugrave; pericolosi e acidi grassi liberi dall&rsquo;altro, sgradevoli al palato poich&egrave; se superano il 2% della massa dell&rsquo;olio abbassano la qualit&agrave; della frittura (vedi i fast-food nei quali l&rsquo;olio viene riutilizzato pi&ugrave; volte per la frittura di alimenti anche diversi tra loro).</p>
<p>La <strong>pi&ugrave; pericolosa</strong> delle reazioni &egrave; invece <strong>l&rsquo;ossidazione</strong> perch&egrave; durante la frittura, il glicerolo, forma l&rsquo;acroleina, sostanza nociva responsabile dei disturbi del fegato e irritazione delle mucose gastriche.<br><br>Un argomento principe della frittura &egrave; il cosiddetto &ldquo;<strong>punto di fumo</strong>&rdquo;, cos&rsquo;&egrave; il punto di fumo? E&rsquo; quel processo chimico durante il quale un olio o un grasso dopo una certa temperatura, inizia ad ossidarsi per contatto con l&rsquo;aria e produce fumo e l&rsquo;acroleina. Per evitare il raggiungimento di questo punto di fumo <strong>&egrave; necessario friggere con oli adatti</strong>, <strong>alla giusta temperatura</strong> e <strong>scegliendo il giusto grado di cottura</strong>.</p>
<p>Come regola generale, gli oli pi&ugrave; adatti sono quelli che possiedono maggiore punto di fumo e che nel frattempo sono anche resistenti all&rsquo;idrolisi; ogni olio ha il proprio. Gli oli ad elevato tenore di acidi grassi saturi&nbsp; (per esempio olio di cocco, palma, cacao, strutto), ed i preparati per fritture industriali a base di olio idrogenato o trans, soddisfano entrambe le suddette condizioni, ma nel contempo sono quelli che favoriscono la formazione di colesterolo &ldquo;cattivo&rdquo; nell&rsquo;organismo.<br><br>Tuttavia, alcuni oli extravergine d&rsquo;oliva possiedono un basso punto di fumo (160&deg;C) per&ograve; in compenso, contiene polifenoli, antiossidanti che ritardano la reazione e sono benefiche per la salute.</p>
<p>Meglio evitare l&rsquo;utilizzo di olio di mais perch&egrave; contiene circa il 60% di grassi polinsaturi e sia quasi privo di sostanze antiossidanti, dovremmo evitare i cibi fritti in con tale olio poich&eacute; pi&ugrave; facilmente idrolizzabile ed ossidabile rispetto agli altri analizzati che hanno un punto di fumo pi&ugrave; basso. Il punto di fumo dell&rsquo;olio di mais (235&deg;C) si avvicina a quello del lardo ed &egrave; di gran lunga pi&ugrave; altro dell&rsquo;olio di cocco.<br><br><span style="text-decoration: underline; ">Ecco alcune regole per fritti salutari: </span></p>
<p>Scegliere l&rsquo;olio adeguato (possibilmente raffinato, acidit&agrave; inferiore allo 0,5%) e non superare mai i 180 &deg;C. Utilizzare preferibilmente una friggitrice elettrica. Il termostato regolabile, di cui sono forniti tali elettrodomestici, consente il controllo preciso della temperatura, che sarebbe impossibile con il fornello a gas. Inoltre le friggitrici sono progettate per non oltrepassare i 190 &deg;C, quindi la frittura rimane al di sotto del punto di fumo della maggior parte degli oli. Scartare l&rsquo;olio quando si nota che il colore inizia ad imbrunire, o se&nbsp; il liquido prende fuoco accidentalmente.</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://goo.gl/X5gpR6">https://goo.gl/X5gpR6</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
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