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	<title><![CDATA[IoChatto: HOKUSAI-VTE Cancer: per Edoxaban efficacia non inferiore alla dalteparina]]></title>
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	<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 10:01:19 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[HOKUSAI-VTE Cancer: per Edoxaban efficacia non inferiore alla dalteparina]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>HOKUSAI-VTE Cancer: per Edoxaban (LIXIANA&reg;) efficacia non inferiore alla dalteparina e maggior maneggevolezza, per il trattamento della TEV nei pazienti oncologici</strong></p>
<p><img src="https://20taskforceitaly.files.wordpress.com/2017/12/hokusai-vte-cancer-per-edoxaban-efficacia-non-inferiore-alla-dalteparina-trattamento-tev-pazienti-oncologici.jpg?w=1000" alt="" style="border: 0px;"></p>
<p><em>Il rischio di tromboembolia venosa aumenta da 4 a 7 volte nei pazienti sottoposti a chemioterapia, e rappresenta per essi la seconda causa di morte. L&rsquo;attuale standard di cura, l&rsquo;eparina a basso peso molecolare, ha una bassa aderenza a causa della necessit&agrave; di iniezioni quotidiane, ma una possibile soluzione potrebbe provenire dall&rsquo;anticoagulante orale edoxaban, risultato non inferiore alla dalteparina. I risultati dell&rsquo;Hokusai- VTE Cancer presentati da Daiichi Sankyo al Congresso ASH di Atlanta</em></p>
<p><em>Roma, 13 dicembre 2017</em>&nbsp;&ndash; Nei pazienti con cancro e tromboembolia venosa (TEV), la terapia con anticoagulante orale edoxaban (LIXIANA&reg;), risulta non inferiore allo standard di cura a base di dalteparina iniettabile per via sottocutanea, nella prevenzione delle recidive di TEV o dei sanguinamenti maggiori. A dimostrarlo sono i primi risultati del trial Hokusai-VTE Cancer, pubblicati sul<em>&nbsp;New England Journal of Medicine</em>&nbsp;(NEJM) e presentati durante il Congresso dell&rsquo;American Society of Hematology (ASH) che si &egrave; appena concluso ad Atlanta.</p>
<p>Il rischio di sviluppare TEV, nella forma di trombosi venosa profonda o embolia polmonare, aumenta da 4 a 7 volte nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia e, per questa popolazione di pazienti, essa rappresenta la seconda causa di morte. Nel trattamento del TEV in questi pazienti, le attuali linee guida raccomandano eparina a basso peso molecolare (dalteparina) per almeno sei mesi come standard di cura. Tuttavia, attualmente l&rsquo;aderenza alle linee guida per il trattamento della TEV correlata a cancro risulta pi&ugrave; bassa di quanto sarebbe auspicabile, proprio a causa della necessit&agrave; della somministrazione del farmaco attraverso iniezioni sottocutanee quotidiane. Dunque un&rsquo;ulteriore sfida per i pazienti oncologici, che corrono un rischio maggiore sia di recidive di TEV che di sanguinamenti maggiori.</p>
<p>Hokusai-VTE CANCER &egrave; il primo trial clinico controllato randomizzato ad aver studiato il rapporto rischio-beneficio di un anticoagulante (DOAC) rispetto allo standard di cura attuale delle iniezioni a base di dalteparina (eparina a basso peso molecolare) nei pazienti affetti da cancro, e i primi risultati dimostrano che edoxaban soddisfa i criteri pre-specificati di non inferiorit&agrave; rispetto a questo standard.<br>Lo studio ha arruolato 1.050 pazienti con cancro attivo, il 53% di essi presentava cancro metastatico e il 72% era sottoposto a chemioterapia al momento della randomizzazione.</p>
<p><em>&ldquo;I pazienti oncologici hanno un rischio significativamente pi&ugrave; alto di sviluppare TEV, e rappresentano una popolazione ad alto rischio, dal momento che l&rsquo;82% di essi presenta uno o pi&ugrave; fattori di rischio di sanguinamento.&nbsp;</em>&ndash; ha spiegato il co-sperimentatore principale del trial,<strong>&nbsp;Harry B&uuml;ller</strong>, professore al Dipartimento di Medicina Vascolare dell&rsquo;Academic Medical Center di Amsterdam &ndash;<em>&nbsp;Rispetto alla dalteparina, in un anno di studio abbiamo riscontrato una minor incidenza di recidive di TEV con edoxaban. Inoltre, non abbiamo osservato sanguinamenti fatali e la gravit&agrave; clinica dei sanguinamenti maggiori era simile a quanto osservato con la dalteparina. Inoltre, per i pazienti con cancro il rischio di TEV persiste oltre i sei mesi, ma la durata di 12 mesi di questo studio, consente la valutazione di edoxaban per un periodo pi&ugrave; lungo.&rdquo;</em></p>
<p>Lo studio ha raggiunto l&rsquo;endpoint primario di non inferiorit&agrave; di edoxaban per l&rsquo;outcome composito della prima recidiva di TEV o sanguinamento maggiore, in un periodo di 12 mesi. Nell&rsquo;anno in esame, questi eventi hanno colpito 67 dei 522 pazienti (12,8%) nel gruppo edoxaban rispetto ai 71 dei 524 pazienti (13,5%) del gruppo dalteparina (hazard ratio con edoxaban, 0,97; 95% CI, 0,70 a 1,36; P = 0,0056 per non inferiorit&agrave;). La differenza del rischio di recidiva di TEV &egrave; stata di -3,4% (95% CI, -7,0 a 0,2), mentre la corrispondente differenza di rischio per i sanguinamenti maggiori &egrave; stata del 2,9% (95% CI, 0,1 a 5,6). Nel braccio edoxaban, inoltre, non si sono registrati sanguinamenti fatali, mentre nel braccio dalteparina se ne sono registrati due. Lo studio ha anche soddisfatto l&rsquo;outcome secondario di sopravvivenza libera da eventi (la proporzione di soggetti che nel tempo non presentano recidive di TEV, sanguinamenti maggiori e morte) a 12 mesi, e le frequenze sono risultate simili tra edoxaban e dalteparina (55% e 56,5% rispettivamente).</p>
<p><em>&ldquo;I risultati del trial Hokusai- VTE Cancer dimostrano che l&rsquo;uso dell&rsquo;anticoagulante orale edoxaban, rispetto alla dalteparina, allevia il paziente dal peso di un&rsquo;iniezione sottocutanea quotidiana, senza che vi sia alcuna perdita di benefici clinici, e ci&ograve; potrebbe rappresentare una svolta per tutte quelle persone che, oltre alla battaglia contro il cancro, devono ogni giorno affrontare e combattere il rischio di TEV&rdquo;-</em>&nbsp;ha commentato il ricercatore&nbsp;<strong>Hans J. Lanz</strong>, Vice Presidente del dipartimento Global Medical Affairs di Daiichi Sankyo.</p>
<p><strong>La Tromboembolia Venosa</strong>. Con il termine tromboembolia venosa (o tromboembolismo venoso) si indicano due patologie correlate, la trombosi venosa profonda (TVP) e l&rsquo;embolia polmonare (PE). La TVP &egrave; causata dalla formazione di un coagulo all&rsquo;interno di una vena profonda, di solito negli arti inferiori, nella pelvi o nelle cosce, ma pu&ograve; verificarsi anche in altre parti del corpo. L&rsquo;embolia polmonare (EP) si determina quando una parte del coagulo si distacca dall&rsquo;interno di una vena e viaggia fino ai polmoni, dove ostruisce le arterie polmonari determinando una condizione potenzialmente fatale. In 25 stati dell&rsquo;UE, la TEV supera 1,5 milioni di eventi ogni anno e l&rsquo;incidenza annuale di TEV nei paesi sviluppati &egrave; stimata tra 1 e 3 su 1.000 adulti. Un precedente episodio di TEV &egrave; il fattore di rischio pi&ugrave; significativo di una recidiva, e dopo i 50 anni di et&agrave;, il rischio raddoppia ogni 10 anni.</p>
<p><strong>La TEV e il Cancro</strong>. La TEV &egrave; la seconda causa di morte nei pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia, ed ha un&rsquo;incidenza annuale che pu&ograve; arrivare al 20 per cento a seconda della tipologia di cancro, dei fattori di rischio e del tempo trascorso dalla diagnosi. I pazienti oncologici presentano fattori di rischio multipli per la TEV e relative recidive, rischio che aumenta da 4 a 7 volte nei soggetti sottoposti a chemioterapia. I pazienti con cancro che soffrono anche di TEV hanno, inoltre, una minore sopravvivenza rispetto a coloro che non ne soffrono.</p>
<p><strong>Hokusai-VTE CANCER</strong>&nbsp;&egrave; uno studio internazionale di fase 3b, prospettico, randomizzato in aperto con endpoint cieco (PROBE), che valuta l&rsquo;efficacia e la sicurezza di edoxaban rispetto alla dalteparina, per il trattamento della TEV nei pazienti oncologici. L&rsquo;obiettivo principale dello studio era quello di valutare edoxaban rispetto allo standard di cura a base di eparina a basso peso molecolare, per la prevenzione dell&rsquo;esito combinato di recidive di TEV o sanguinamenti maggiori cos&igrave; come definiti dalla Societ&agrave; Internazionale di Trombosi ed Emostasi (ISTH), in pazienti con TEV associata a cancro. Gli outcome secondari includevano la valutazione degli effetti del trattamento di recidive di TEV, sanguinamenti clinicamente rilevanti e sopravvivenza libera da eventi (recidive di TEV, sanguinamenti maggiori e morte). Lo studio ha arruolato un ampio spettro di pazienti (1.050) in 13 stati tra Nord America, Europa, Australia e Nuova Zelanda. Al momento della randomizzazione, il 98% dei pazienti presentava cancro primario attivo, di questi, il 53% aveva cancro metastatico e il 72% era sottoposto a chemioterapia.<br>I soggetti sono stati randomizzati per ricevere 60 mg di edoxaban in monosomministrazione giornaliera (ridotti a 30 mg edoxaban per pazienti con insufficienza renale e clearance di creatinina [CrCL] 30-50 mL/min, peso corporeo &le; 60 kg, o uso concomitante di inibitori della glicoproteina P [P-gp], a seguito del trattamento di eparina a basso peso molecolare per almeno 5 giorni, oppure dalteparina SC 200 IU/kg in monosomministrazione giornaliera per 30 giorni, seguita da una dose ridotta di 150 IU/kg sempre in monosomministrazione giornaliera, per i 12 mesi della durata dello studio.<br>Per maggiori info:&nbsp;<span>https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02073682</span></p>
<p><strong>Edoxaban</strong><br>Edoxaban &egrave; un inibitore orale diretto del fattore Xa (pronunciato&ldquo;Decimo a&rdquo;) in monosomministrazione giornaliera. Il Fattore Xa &egrave; un componente centrale della cascata coagulativa, dunque la sua inibizione rende il sangue pi&ugrave; fluido e meno soggetto a coaguli. Edoxaban &egrave; attualmente commercializzato in Giappone, USA, Canada, Sud Corea, Hong Kong Taiwan, Tailandia, Svizzera, U.K., Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo, e altri Paesi europei. Il Riassunto delle Caretteristiche del Prodotto di edoxaban &egrave; consultabile al seguente link:&nbsp;<span>https://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/EPAR_-_Product_Information/human/002629/WC500189045.pdf.</span></p>
<p><strong>Fonte</strong>:&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://pressportal.lixiana.it/congresso-ash-2017-edoxaban-lixiana-efficacia-non-inferiore-alla-dalteparina-e-maggior-maneggevolezza-per-il-trattamento-della-tev-nei-pazienti-oncologici/" target="_blank">Daiichi Sankyo</a></p><p>URL del Link: <a href="https://bit.ly/2AjGkOD">https://bit.ly/2AjGkOD</a></p>]]></description>
	<dc:creator>media4health</dc:creator>
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