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	<title><![CDATA[IoChatto: Pannelli solari organici, l’innovazione nella ricerca Eni]]></title>
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	<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 17:53:35 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Pannelli solari organici, l’innovazione nella ricerca Eni]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dal Centro Ricerca Eni per le Energie Rinnovabili e l&rsquo;Ambiente di Novara al MIT di Cambridge passando per il finlandese VTT: viaggio lungo strada dell&rsquo;innovazione per il fotovoltaico organico</p>
<p><img src="https://i2.wp.com/www.rinnovabili.it/wp-content/uploads/2019/12/Fotovoltaico-organico-tra-celle-stampabili-e-impianti-gonfiabili.jpg" alt="Fotovoltaico organico tra celle stampabili e impianti gonfiabili" width="620" height="413" style="border: 0px; "></p>
<p>Leggero, flessibile, economico, personalizzabile e a basso impatto: sulla carta il&nbsp;<span>fotovoltaico organico</span>&nbsp;(Organic PhotoVoltaics &ndash; OPV) ha caratteristiche invidiabili. E nonostante l&rsquo;efficienza di conversione non sia ancora a livello delle tradizionali celle al silicio e delle altre tipologie di fotovoltaico a film sottile, da pochissimo tempo &egrave; riuscito a farsi strada nel mercato solare. Al netto dei problemi di resa e stabilit&agrave;, infatti,&nbsp;<span>la tecnologia organica offre benefici unici</span>&nbsp;che continuano a nutrirne l&rsquo;appeal anche sul fronte dei costi. Il settore ha messo a punto soluzioni che rendono estremamente semplice ed economica non solo la produzione ma anche il trasporto in zone impervie e l&rsquo;installazione: l&igrave; dove il silicio mostra rigide e pesanti celle nere o blu,<span>&nbsp;il fotovoltaico organico pu&ograve; contare su paste, pellicole, soluzioni liquide o veri e propri inchiostri solari</span>, arrivando in alcuni casi a&nbsp;<span>risparmiare fino al 90 per cento in peso di materiale</span>&nbsp;rispetto la controparte inorganica.</p>
<p>L&rsquo;adattabilit&agrave; e l&rsquo;alto grado di sperimentabilit&agrave; rendono oggi questa tecnologia un popolare campo di ricerca. Campo a cui partecipa a pieno titolo anche l&rsquo;Italia. Il&nbsp;<a href="https://www.eni.com/it_IT/innovazione/piattaforme-tecnologiche/energie-rinnovabili/nuove-tecnologie-solare.page" target="_blank"><span>Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l&rsquo;Ambiente di Novara</span></a>&nbsp;lavora dal 2007 sul solare avanzato in collaborazione con diverse accademie italiane ed estere, incluso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) statunitense. In questi anni il progetto condotto nell&rsquo;Istituto piemontese &ndash; uno dei pi&ugrave; prestigiosi centri di ricerca industriale in Europa &ndash;ha portato alla realizzazione di innovativi moduli fotovoltaici organici, grazie anche della collaborazione con il VTT Technical Research Centre of Finland, il CNR e numerose universit&agrave; italiane. L&rsquo;obiettivo?&nbsp;<span>Realizzare pannelli economici e versatili</span>&nbsp;che facilitino da un lato l&rsquo;integrazione del OPV in edilizia e dall&rsquo;altro l&rsquo;elettrificazione di aree remote e difficili da raggiungere.</p>
<p>Nel Centro ricerche Eni di Novara &egrave; appena entrato in produzione un impianto pilota per la stampa di rulli di OPV. Nel caso dell&rsquo;Organic PhotoVoltaics, infatti, tutti gli strati della cella possono essere prodotti in soluzione ad atmosfera e temperatura ambiente, utilizzando tecniche di stampa roll to roll molto simili a quelle che si usano per le riviste a colori. In altre parole, questa tecnologia non richiede complicate fasi di deposizioni di vapore n&eacute; particolari condizioni ambientali. Ci&ograve; offre dei diretti vantaggi economici ed ambientali e&nbsp;<span>il risultato &egrave; un dispositivo flessibile, leggero, robusto e ultrasottile in grado di assumere qualsiasi forma</span>&nbsp;e su cui &egrave; possibile progettare disegni illimitati: pu&ograve; essere stampato su sottili rotoli di plastica, che possono piegarsi o curvarsi attorno alle strutture, essere incorporato nei tessuti per indumenti o accessori o applicato sui materiali edilizi per trasformare finestre e facciate di un edificio in centrali solari integrate. Un&rsquo;altra opzione, su cui sta lavorando il Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l&rsquo;Ambiente, interessa&nbsp;<span>l&rsquo;applicazione delle celle polimeriche nella sensoristica di un sistema elettrico, nell&rsquo;ambito dell&rsquo;Internet Of Things</span>. La soluzione fa leva su una delle grandi capacit&agrave; del fotovoltaico organico, ossia quella di riuscire a lavorare anche con la luce diffusa negli ambienti interni, rivelandosi pertanto una funzionale fonte d&rsquo;alimentazione indoor.</p>
<p>Gli ultimi trend di settore hanno sfruttato la leggerezza e flessibilit&agrave; del fotovoltaico organico per realizzare impianti d&rsquo;emergenza mobili, facilmente trasportabili in quelle aree remote del pianeta senza accesso all&rsquo;elettricit&agrave; o in situazioni di emergenza al verificarsi di grandi calamit&agrave;. In questo filone di ricerca si inserisce anche il lavoro svolto da&nbsp;<span>Alessandra Cominetti</span>&nbsp;presso il Centro piemontese. Cominetti, assieme al suo team,&nbsp;<span>ha perfezionato la tecnologia dei pannelli solari organici (Organic PhotoVoltaics, OPV) applicandola a un sistema gonfiabile.</span></p>
<p>Il risultato &egrave; una struttura di forma prismatica, dal peso estremamente ridotto e dal facile utilizzo: basta trasportare il kit &ndash; inserito in uno zaino &ndash; dove necessario, aprirlo per attivare i moduli solari OPV, gonfiarlo con l&rsquo;aria usando la pompa elettrica alimentata dai moduli stessi e orientarlo nella posizione migliore per la ricezione dei raggi solari e la produzione immediata di elettricit&agrave;.&nbsp;<span>L&rsquo;impiego non richiede alcuna preparazione tecnica da parte degli utenti</span>. Inoltre, la struttura gonfiabile &egrave; stata concepita per permettere all&rsquo;impianto di essere ancorato a terra semplicemente inserendo un peso (sassi, sabbia, acqua) nella tasca di cui &egrave; dotato oppure, tramite ormeggio, pu&ograve; essere posto sull&rsquo;acqua a galleggiare. La ricerca sul fotovoltaico organico gonfiabile ha fatto meritare alla scienziata il prestigioso premio dedicato ai giovani innovatori con meno di 35 anni promosso da MIT-Technology Review Italia e dalla Bologna Business School dell&rsquo;Universit&agrave; di Bologna.</p>
<p><span>Rinnovabili.it</span><br>Redazione<br><a href="http://www.rinnovabili.it/">http://www.rinnovabili.it</a></p>
<p><span>Fonte</span>:&nbsp;<a href="http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/fotovoltaico-organico-ricerca-eni/" target="_blank">Rinnovabili.it</a></p><p>URL del Link: <a href="http://bit.ly/2YptcEq">http://bit.ly/2YptcEq</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Mauro Spagnolo</dc:creator>
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