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	<title><![CDATA[IoChatto: Ricette]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
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	<pubDate>Wed, 06 Jun 2018 20:32:36 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Ricetta Yogomisù - YOGURT GRECO E FRUTTI ROSSI]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Ricetta per 4 persone</p>
<p>Yogurt greco bianco intero 350 g <br>Panna fresca liquida 90 g <br>Zucchero a velo 10 g</p>
<p>PER LA COULIS<br>Frutti di bosco (lamponi, more e mirtilli) 200 g <br>Zucchero di canna 50 g <br>Acqua 40 g</p>
<p>PER COMPORRE<br>Savoiardi 8 Frutti di bosco q.b. <br>Menta q.b. <br>Lamponi disidratati (per la polvere) q.b.</p>
<p>preparazione Yogomis&ugrave;</p>
<div>
<h2>Come preparare lo Yogomis&ugrave;</h2>
</div>
<p><img src="https://ricette.giallozafferano.it/images/ricette/176/17641/17641_yogomisu_strip_1-3.jpg" alt="Yogomis&ugrave;" style="border: 0px; "></p>
<p>Per preparare lo yogomis&ugrave; come prima cosa versate lo zucchero di canna in un pentolino (1), aggiungete l'acqua (2) e portate ad ebollizione senza mai mescolare. Quando lo zucchero sar&agrave; completamente sciolto aggiungete i frutti di bosco (3)&nbsp;</p>
<div id="adv-video-article">&nbsp;</div>
<p><img src="https://ricette.giallozafferano.it/images/ricette/176/17641/17641_yogomisu_strip_4-6.jpg" alt="Yogomis&ugrave;" style="border: 0px; "></p>
<p>e cuocete il tutto per circa 5 minuti (4). Trasferite poi nel bicchiere di un mixer e frullateli (5) fino ad ottenere una consistenza cremosa. Trasferite la purea all'interno di una pirofila (6) e tenete da parte.&nbsp;</p>
<p><img src="https://ricette.giallozafferano.it/images/ricette/176/17641/17641_yogomisu_strip_7-9.jpg" alt="Yogomis&ugrave;" style="border: 0px; "></p>
<p>Passate alla crema. Come prima cosa iniziate a montare la panna ben fredda aggiungendo lentamente lo zucchero a velo (7-8). Trasferite poi lo yogurt in una ciotola (9)&nbsp;</p>
<p><img src="https://ricette.giallozafferano.it/images/ricette/176/17641/17641_yogomisu_strip_10-12.jpg" alt="Yogomis&ugrave;" style="border: 0px; "></p>
<p>e aggiungete la panna poco per volta (10) facendo dei movimenti rotatori dal basso verso l'alto (11). &nbsp;Passate a comporre i vostri bicchierini. Prendete uno dei savoiardi e spezzatelo a met&agrave; (12).&nbsp;</p>
<p><img src="https://ricette.giallozafferano.it/images/ricette/176/17641/17641_yogomisu_strip_13-15.jpg" alt="Yogomis&ugrave;" style="border: 0px; "></p>
<p>Immergete entrambi i pezzi all'interno della purea di frutti di bosco&nbsp;(13) e utilizzando una forchetta rigirateli in modo da ricoprire i savoiardi su tutti i lati. Prendete uno dei vasetti da 175-200 ml massimo e create un primo strato di crema (14). Aggiungete entrambi i pezzi di savoiardi (15)&nbsp;</p>
<p><img src="https://ricette.giallozafferano.it/images/ricette/176/17641/17641_yogomisu_strip_16-18.jpg" alt="Yogomis&ugrave;" style="border: 0px; "></p>
<p>e un p&ograve; di purea (16). Ripetete la stessa operazione per l'altro stato, aggiungendo prima un cucchiaio di crema (17) poi due pezzi di savoiardi passati nella purea (18)&nbsp;</p>
<p><img src="https://ricette.giallozafferano.it/images/ricette/176/17641/17641_yogomisu_strip_19-21.jpg" alt="Yogomis&ugrave;" style="border: 0px; "></p>
<p>e ultimate ancora con un cucchiaio di crema (19). Sbriciolate i lamponi disidratati fino ad ottenere una polvere e utilizzatela per guarnire la superficie dello yogomis&ugrave; (20). Ultimate con frutti di bosco e foglioline di menta (21) e ripetete la stessa operazione anche per gli altri 3. Riponete in frigorifero e lasciate rassodare per almeno 1 ora prima di servire il vostro yogomis&ugrave;!&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/35287/san-valentino-si-avvicina</guid>
	<pubDate>Sat, 10 Feb 2018 11:19:04 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/35287/san-valentino-si-avvicina</link>
	<title><![CDATA[San Valentino si avvicina]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Per il men&ugrave; di San Valentino nulla deve essere lasciato al caso, soprattutto nella scelta degli ingredienti! Il segreto? Creare un men&ugrave; a base di cibi afrodisiaci che accenderanno la serata!</p>
<p><img src="https://citynews-vicenzatoday.stgy.ovh/~media/53351399371685/san-valentino-cena-a-lume-di-candela-super-doc-2.png" alt="cena di san valentino" width="650" style="border: 0; border: 0px; "></p>
<p><strong>Ostriche</strong><br>Il cibo pi&ugrave; lussurioso che ci sia, il modo migliore (e pi&ugrave; sensuale) per mangiarle &egrave; a crudo, condendolo con una vinaigrette di scalogno, aceto di vino rosso e pepe.<br><br><strong>Asparagi</strong><br>Una salsa veloce con gli asparagi frullati con mandorle e timo, da spalmare su dei crostini di pane. Il tocco chic? Una fettina di salmone affumicato arrotolato a rosa.<br><br><strong>Crostacei</strong><br>Gamberi? Puliteli e avvolgeteli in un foglio di pasta fillo: cuocete in forno per 10 minuti. Aragosta? Sbollentata e servita con pinzimonio di verdure fresche!<br><br><strong>Cioccolato</strong><br>Stanchi del solito tortino? Fate tostare 100 gr di mandorle e tritatele grossolanamente: fate sciogliere 200g r di cioccolato amaro, unitelo alle mandorle stendetelo sulla carta da forno. Spolverate con fiocchi di sale e servite come aperitivo!<br><br><strong>Zenzero</strong><br>Aggiungete lo zenzero alle vostre portate: i gamberi saltateli con lo zenzero, e fate altrettanto con il pollo. Il cocktail a base di zenzero? 3 fette di zenzero, 1 frutto della passione, zucchero di canna, 1 lime, rum chiaro, ghiaccio tritato!<br><br><strong>Peperoncino</strong><br>Il modo migliore di gustarselo? Fate dei cioccolatini fondendo il cioccolato amaro e due cucchiaini di peperoncino in polvere!<br><br><strong>Aglio</strong><br>Per evitare spiacevoli alitosi, lasciatelo ammollo nel latte per una notte intera. Usate quindi 3 spicchi tritati, due vasetti di yogurt bianco e prezzemolo per una salsa perfetta per l&rsquo;aperitivo.<br><br><strong>Mandorle</strong><br>Tostatele con un mix di sale, paprica e rosmarino: lasciatele in forno per 15 minuti a 170 gradi!<br><br><strong>Avocado</strong><br>Lasciate perdere il guacamole: su delle tartine spalmate un velo sottile di formaggio fresco. Adagiate una fettina di avocado, uno spicchio di pomodoro e un pezzettino di bacon croccanate<br><br><strong>Fichi</strong><br>Impossibile trovare a febbraio fichi freschi. Immergete quelli secchi nel cioccolato: potete anche farcirli con delle noci secche!<br>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/discussion/view/56602</guid>
	<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 17:51:55 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/discussion/view/56602</link>
	<title><![CDATA[Risotto con petto d'anatra]]></title>
	<description><![CDATA[<h1><img src="https://www.risotto.us/wp-content/uploads/2017/12/risotto-con-petto-danatra.jpg" alt="Risotto con petto d'anatra" width="600" style="border: 0px; "></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ingredienti per 4 persone:</strong></p>
<p>320 grammi riso carnaroli<br>500 grammi petto d'anatra<br>1 cipolla<br>q.b. brodo di carne<br>1 rametto mirto<br>1 bicchierino porto<br>200 grammi melagrana<br>60 grammi burro<br>q.b. sale<br>q.b. pepe</p>
<hr>
<p>1) Tritare la cipolla e falla appassire con met&agrave; del burro. Unisci il riso, tostalo due minuti e sfumalo con il porto. Continua la cottura, unendo un mestolo di brodo caldo alla volta.</p>
<p>2) In una padella antiaderente, scotta il petto d'anatra con il mirto: 5 minuti sul lato della pelle, 2 minuti dall'altro. Sala, aggiungi il pepe e bagna con succo di melagrana, ottenuto spremendo 150 g di chicchi.</p>
<p>3) Togliere la carne dalla padella e lasciala riposare avvolta in un foglio d'alluminio. Quando il risotto sar&agrave; cotto, togli dal fuoco, incorpora l'altra met&agrave; del burro e copri per due minuti. Servi il risotto con le fettine d'anatra.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10057/la-minestra-la-regina-dei-piatti</guid>
	<pubDate>Sat, 25 Nov 2017 19:09:40 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10057/la-minestra-la-regina-dei-piatti</link>
	<title><![CDATA[La Minestra: La Regina Dei Piatti]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">La&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">minestra</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;pu&ograve; sedurci in mille modi, stimolando le nostre&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">papille gustative</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;con una gamma di proposte vasta: delicati</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;"> brodi di carne</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">, di</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;pollo</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">, o di</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;pesce</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">; pi&ugrave; consistenti&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">passati di verdura</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;insaporiti con l'aggiunta di burro e panna; appetitose&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">stracciatelle alla romana</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;con&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">uova e formaggio</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">; squisiti&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">taglierini&nbsp;</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">o&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">tortellini</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;galleggianti in&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">brodo di manzo</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">, gustose&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">zuppe</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">di cavolo nero</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">,&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">di cipolle</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">,&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">di crauti&nbsp;</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">o&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">di ortiche</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">; vigorose&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">paste e fagioli&nbsp;</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">irrobustite da&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">osso di prosciutto </strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">oppure&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">cotenna.</strong></p>
<p><strong style="color: #646464; font-size: 12px;"><img src="https://static.donnamoderna.com/wp-content/uploads/2010/06/minestra-tricolore-725x545.jpg" alt="la migliore minestra ricetta" width="650" style="border: 0; border: 0px;"></strong></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">Delicata o vigorosa che sia, la&nbsp;<strong>minestra</strong>&nbsp;&egrave; un&nbsp;<strong>piatto prelibato</strong>&nbsp;quanto salutare e benefico.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La&nbsp;<strong>minestra</strong>&nbsp;non solo trasforma avanzi di pasti precedenti ed ingredienti poco costosi in piatti fantastici, ma riscalda e contribuisce a guarire il<strong>&nbsp;raffredore</strong>, aiuta a&nbsp;<strong>mantenere la linea</strong>, forse addiritura limita il&nbsp;<strong>rischio di cancro</strong>&nbsp;allo stomaco. Inoltre &egrave; uno degli alimenti pi&ugrave;&nbsp;<strong>digeribili</strong>&nbsp;e<strong>&nbsp;nutrienti</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">All'origine, questo piatto, era sinonimo di semplicit&agrave; e di modestia. Le pi&ugrave; antiche testimonianze su zuppe e minestre provengono dal vicino oriente dove, verso il 7000- 8000 a.c. semplici chicci di&nbsp;<strong>grano&nbsp;</strong>coltivato venivano bolliti in recipienti di terracotta.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Nel corso delle Olimpiadi, nella Grecia del V secolo a.c. ogni concorrente imolava sull'altare di Giove una capra od un vitello. Gli animali venivano quindi posti in un enorme calderone per la cottura, e gli atletti sorbivano poi il&nbsp;<strong>brodo</strong>&nbsp;che ne risultva per acquisire forza. Nel I secolo a.c. famoso &egrave; lo sciopero dei centurioni di Giulio Cesare in Gallia perch&egrave; non arrivava dall'Italia&nbsp;<strong>frumento</strong>&nbsp;per preparare la&nbsp;<strong>minestra</strong>. La minestra oggi ha rivalutato la cosidetta&nbsp;<strong>dieta mediterranea</strong>.<br>Ha raggiunto vertici di gastronomia e di raffinatezza tali che il primo piatto rimane impresso nella mente come il momento clou del pasto.<br>Chi si prepara una minestra, ne apprezza la versatilit&agrave;. E' infatti possibile servirsi di tutto: pesce, carne, pollame, verdura, frutta come base e come ingradienti. I<strong>&nbsp;cuochi</strong>, dal canto loro,possono sbizzarirsi a piacere con una vasta gamma di&nbsp;<strong>erbe e di spezie aromatiche.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://tangoitalia.com/recipes/images/minestra_di_orzo_e_lenticchie.jpg" alt="ad ogni paese la sua minestra - piatti tipici" width="650" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Ogni paese ha la sua&nbsp;<strong>minestra nazionale</strong>.<br>La gloria gastronomica della Francia &egrave; la&nbsp;<strong>zuppa di cipolle</strong>: brodo di manzo inspessito con cipolle, spolverato di formaggio gratuggiato, e poi messo alla piastra fino a che il formaggio diventa una crosta dorata. C'&egrave;, poi, il&nbsp;<strong>Borsch Russo</strong>, il<strong>Wonton&nbsp;</strong><strong>Cinese</strong>, Il&nbsp;<strong>Gazpacho Spagnolo</strong>, la&nbsp;<strong>Biersuppe tedesca</strong>, il&nbsp;<strong>Mulligatawny Inglese</strong>, l'<strong>Avgolemono Greco</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">L'Italia, la cui frammentazione regionale &egrave; pi&ugrave; che mai presente anche in cucina, non vanta nel campo delle minestre un vero e proprio piatto nazionale. Resta il fatto che il minestrone &egrave; una sorta di vessillo nazionale a livello regionale: il<strong>minestrone&nbsp;</strong>alla trentina, a base di orzo, osso di prosciutto, piselli, cipolle, patate e numerose erbe aromatiche;&nbsp;<strong>alla toscana</strong>, caratterizzato da brodo di verdure cotte, pasta o riso con l'aggiunta d'un soffritto d'olio aromatizzato;&nbsp;<strong>alla vesuviana</strong>&nbsp;con pomodori, peperoni, prosciutto, erbe aromatiche, pasta e... filetti di acciughe.<br>Tutti i paesi possiedono tradizioni popolari riguardo ai benefici della minestra. I giapponesi credono che la&nbsp;<strong>zuppa di alghe</strong>&nbsp;abbia grandi virt&ugrave; terapeutiche e fino a poco tempo f&agrave; era il primo cibo offerto alle donne dopo il parto.<br>Nei paesi mediterranei e nel nord africa, la&nbsp;<strong>zuppa d'aglio&nbsp;</strong>ha la fama di prevenire i malanni. Ricordarsi che l'aglio &egrave; l'unico antibiotico naturale usato in cucina.<br>Secondo gli abitanti della Corea, il&nbsp;<strong>brodo di serpente</strong>&nbsp;ha effetti afrodisiaci, garantisce longevit&agrave; e cura la nevralgia.<br>La credenza nelle virt&ugrave; terapeutiche della minestra non &egrave; soltanto un fenomeno antiquato e folcloristico, anche la moderna scienza medica lo consiglia.<br>In Italia, per esempio, il&nbsp;<strong>minestrone</strong>&nbsp;si mangia preferenzialmente in inverno perch&egrave; accelera lo sgombero del muco dalle vie aeree superiori, e risulta efficace contro il raffredore.<br>In Giappone un dottore dopo aver esaminato 265.000 casi nel corso di 17 anni ha stabilito che la&nbsp;<strong>zuppa di miso</strong>, ricavata dalla pasta di soia fermentata ed accompagnata da ortaggi verdi e gialli, riduce sensibilmente il rischio di cancro allo stomaco.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Negli Stati uniti &egrave; stato dimostrato che persone nutrizionalmente sane mangiano molta&nbsp;<strong>zuppa o minestra</strong>. E' risultato inoltre che chi mangia minestra a pranzo assorbe 50 calorie di meno rispetto a che si nutre di altri cibi.<br>In un periodo di dieci settimane, le persone che mangiano minestra come pasto principale, quattro o pi&ugrave; volte alla settimana,&nbsp;<strong>perdono in media il 20% del loro eccesso di peso</strong>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/41843/i-cibi-da-non-mettere-in-microonde</guid>
	<pubDate>Tue, 21 Nov 2017 07:20:23 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/41843/i-cibi-da-non-mettere-in-microonde</link>
	<title><![CDATA[I cibi da NON mettere in microonde]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Diciamocelo, cosa c'&egrave; di meglio, dopo una stressante giornata di lavoro, che tornare a casa e trovare la cena pronta.;&nbsp;o in alternativa qualcosa di pronto da riscaldare.</p>
<p>N<span style="font-size: 12.8px;">on tutti i cibi per&ograve; sono adatti ad essere scaldati nel forno a microonde!<br> A detta del giornale &nbsp;'The Food Network', esiste un elenco di pietanze che risultano pi&ugrave; appetitose se scaldate al forno o sui fornelli.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;"><img src="https://assets.hardwaresphere.com/uploads/2009/06/portable-oven-for-mobile-cooking-in-car.jpg" alt="cibi da NON mettere in microonde" width="520" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p>Dalle patatine fritte, alla Pizza, ecco la lista dei cibi da non mettere MAI nel microonde:</p>
<p><strong>1) Stufato.</strong> <br>Consigliato aggiungere un po' d'acqua allo stufato per evitare che si asciughi quando viene scaldato in forno. Meglio ancora coprire la teglia con della carta stagnola, ed infornarla a c.ca 150&deg; fino a quando diventa calda (per verificare la temperatura, &egrave; sufficiente controllare il centro della teglia).</p>
<p><strong>2) Pizza.</strong> <br>A detta di molti la pizza del giorno &egrave; megtlio se mangiata fredda, ma pu&ograve; succedere di volerla calda, nel caso &egrave; meglio infornarla a 160&deg; finch&eacute; la <span>la crosta diventa croccante e la</span>&nbsp;mozzarella non inizia a sciogliersi.</p>
<p><strong>3) Pasta.</strong> <br>Se &egrave; senza condimento, basta immergerla in acqua bollente per 30-45 secondi. Se invece ha gi&agrave; il sugo, &egrave; sufficiente scaldarla in una padella a fiamma medio bassa aggiungendo una po' d'acqua per evitare che il sugo diventi duro. Se invece avete usato della panna, per farla tornare morbida basta aggiungere un po' d'olio, un cucchiaio di latte o dell'altra panna.</p>
<p><strong>4) Patatine fritte.</strong> <br>MAI riscaldare le patatine fritte nel microonde perch&eacute; solitamente cambiano sapore e consistenza. Nel caso non riusciate fare a meno &nbsp;di mangiarle &nbsp;il giorno dopo, &egrave; consigliato fare un semplice soffritto in una qualsiasi padella, immergendole nell'olio e ri-friggerle fino a quando tornano ad essere croccanti. Infine, basta scolarle sulla carta da cucina, per togliere l'olio in eccesso, &nbsp;e cospargerle di sale.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/videos/play/group:16768/50389/sutlac-video-ricetta</guid>
	<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 07:40:06 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/videos/play/group:16768/50389/sutlac-video-ricetta</link>
	<title><![CDATA[Sutlac - video ricetta]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Come fare il Sutlac, ricetta turca per un budino di riso estivo e rinfrescante</p>
<p><strong>Ingredienti</strong>:</p>
<p>- 1 tazza di Zucchero<br><span style="font-size: 12.8px;">- 2 <span>cucchiai di&nbsp;</span>amido di mais<br></span><span style="font-size: 12.8px;">- 1/2 bicchiere di riso, lavato in grani corti (come arborio, risotto)<br></span><span style="font-size: 12.8px;">- 4 tazze di latte, divise (+ 4 cucchiai da tostare o crema pesante)<br></span><span style="font-size: 12.8px;">- 1 tuorlo d'uovo<br></span><span style="font-size: 12.8px;">- 2 <span>cucchiai&nbsp;</span>di estratto di vaniglia</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la preparazione, seguite il video, che malgrado sia in inglese (stentato) &egrave; estremamente esplicativo</p>
<p><strong>Consigli:</strong></p>
<p>Prima di servire a tavola il Sutlac, consiglio di passarlo per c.cca un minuto in forno per far bruciacchiare la parte superiori (stando estremamente attente, che non si bruci la parte superiore).</p>
<p>Potete decorare il budino con dolcificanti come la polvere di cocco, o la cioccolata liquida<br><span style="font-size: 12.8px;">Ed ecco che il dessert &egrave; pronto per essere degustato a tavola</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/10726/peperoncini-piccanti-tutti-i-segreti</guid>
	<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 18:59:04 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/10726/peperoncini-piccanti-tutti-i-segreti</link>
	<title><![CDATA[Peperoncini Piccanti, Tutti I Segreti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L'uomo che per primo mangi&ograve; un<strong>&nbsp;peperoncino&nbsp;</strong>doveva essere molto coraggioso, ma doveva avere assai pi&ugrave; coraggio chi al primo fece seguire il secondo.<br>Per strano che possa sembrare, questi&nbsp;<strong>frutti piccanti&nbsp;</strong>hanno provocato una conflagrazione culinaria un p&ograve; in tutto il mondo.<br>Non solo in paesi mediterranei come l'Italia dove, specie al sud, dire&nbsp;<strong>cucina locale &egrave; diventato sinonimo di peperoncino piccante.</strong><br>Ormai in tutto il mondo il&nbsp;<strong>chili</strong>, come &egrave; comunemente chiamato, sta guadagnando sempre pi&ugrave; campo.</p>
<p><strong><img src="https://blog.giallozafferano.it/storieefornelli/wp-content/uploads/2014/07/Attachment-11.jpeg" alt="Peproncini Piccanti, Tutti I Segreti" title="Peproncini Piccanti, Tutti I Segreti" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></strong></p>
<p>Il&nbsp;<strong>peperoncino</strong>, di cui ne esistono diverse specie e variet&agrave;, &egrave; originario delle Americhe ed occupava un posto importante nell'alimentazione degli indigeni dell'America Centrale, del Messico e delle regioni sudoccidentali degli Stati Uniti molto prima che Cristoforo Colombo mettesse piede nel nuovo mondo.</p>
<p>Il&nbsp;<strong>peperoncino usci dalle frontiere del nuovo mondo insieme con i conquistatori spagnol</strong><strong>i</strong>: i&nbsp;<strong>mercanti di spezie</strong>, infatti, capirono subito di avere tra le mani un importante articolo di scambio commerciale.</p>
<p>I&nbsp;<strong>semi ed i frutti essicati&nbsp;</strong>attraversarono il Pacifico nel XV secolo, e ben presto si videro queste robuste piante crescere rigogliose in Cina, India, Pakistan ed Indonesia dove vennero rapidamente<strong>&nbsp;introdotte nelle varie cucine locali</strong>. &nbsp; La maggior parte dei&nbsp;<strong>peperoncini&nbsp;</strong>che si mangiano sono il frutto di piante arbustive dal fusto legnoso appartenenti al genere&nbsp;<strong>Capsicum</strong>, anche se di specie botaniche diverse, differiscono per dimensioni, colore, sapore e grado di picantezza.<br>Ce ne sono di piccoli, come il&nbsp;<strong>chili pequin&nbsp;</strong>( non pi&ugrave; grosso di un pisello ) che i&nbsp;<strong>messicani mangiano come fossero noccioline quando bevono la birra, e di quelli lunghi fino a trenta centimetri, che si conservano per lo pi&ugrave; in scatola.</strong><br>Ci sono quelli mediamente piccanti, come quelli di&nbsp;<strong>Cajenna</strong>, e&nbsp;<strong>quelli piccantissimi come i cerasiformi ( dalla forma di ciliegia ) specie entrambe diffuse nell'Italia meridionale.</strong></p>
<p><strong>La regole &egrave; pi&ugrave; sono piccoli pi&ugrave; sono piccanti.</strong><br>Che cosa rende&nbsp;<strong>tanto piccante il peperoncino</strong>? <br>Una diabolica sostanza chimica cristallina, chiamata&nbsp;<strong>capsaicina</strong>, che si<strong>accumula soprattutto nelle nervature e nei semi del frutto</strong>.</p>
<p><strong>Molti ritengono che il frutto verde sia pi&ugrave; piccante di quello rosso.</strong>&nbsp;La verit&agrave; &egrave; che quando un frutto giunge a maturazione, e pu&ograve; succedere quando &egrave; ancora verde, il livelli di capsaicina non cambia.<br>Tuttavia il&nbsp;<strong>peperoncino verde</strong>&nbsp;non contiene la stessa quantita&nbsp;<strong>di fruttosio contenuta nel rosso,</strong>&nbsp;perci&ograve; la sua picantezza non viene attenuata dallo zucchero;&nbsp;<strong>in effetti sono ugualmente piccant</strong><strong>i</strong>.<br>Quale che sia il suo colore, il&nbsp;<strong>peperoncino pu&ograve; farvi stare molto male se vi spruzzate inavvertitamente alcune gocce di capsaicina sulla pelle o negli occhi.</strong></p>
<p><strong><img src="https://cdn-2.tuttopercasa.it/o/orig/come-coltivare-i-peperoncini_f06f9490271f15bb2e1dc3979f038a02.jpg" alt="Peproncini Piccanti, Tutti I Segreti" title="Peproncini Piccanti, Tutti I Segreti" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></strong></p>
<p><strong></strong>Lavatevi sempre le mani con il sapone subito dopo averne toccato qualcuno.<br>Una rassegna di sistemi pratici per la conservazione &egrave;:</p>
<p>&bull; Nel Freezer. Il sistema pi&ugrave; semplice e naturale &egrave; quello di mettere i peperoncini, appena colti, nel freezer: li avrete sempre freschi e saporosi.<br>&bull; Essicati al sole. Aiutati da un ago e da un filo, fatene delle collane, da appendere all'aria ed al sole fino a completo essicamento.<br>&bull; In polvere. Una volta secchi, metteteli in un comune frullatore e polverizzateli il pi&ugrave; possibile. La paprika cos&igrave; ottenuta va conservata in vasetti ben chiusi di vetro o di legno.<br>&bull; Croccanti. Dopo averli passati tra le mani unte d'olio, cos&igrave; che ne restino appena unti, e dopo averli rottolati nel sale fino, cos&igrave; che ne resti attaccato un p&ograve;, metteteli nel forno molto caldo fino a farli diventare croccanti. Conservateli quindi in sacchetti di plastica.<br>&bull; Sott'aceto. Presi i peperoncini, si lasciano seccare un giorno e poi si mettono in un vasetto coperti di aceto di vino non troppo forte. ( ottimi con i legumi lessati )<br>&bull; All'acqua. I peperoncini rossi e freschi vanno messi in un vasetto di vetro con uno spicchio d'aglio, quattro o cinque foglie di menta, tanto sale e un po di acqua che copra il tutto. Lasciate che diventino gialli prima dell'uso.<br>&bull; Conserva o salsa di peperoncini. Un certo peso di peperoncini freschi ed un quarto di questo peso in pomodori messi in una pentola e fatti bollire. Quando i pomodori saranno cotti, si passa il tutto al passaverdura e si aggiunge un po' di sale; versare in un piatto la conserva cos&igrave; ottenuta e lasciare asciugare per un po' per renderla pi&ugrave; compatta; se ne riempiano poi dei vasetti versando in superfice un sottile strato d'olio.<br>&bull; Misto giallo-rosso dolce-amaro. Peperoncini dolci e gialli e peperoncini rossi e piccanti vengono tagliati a dadini, messi in un piatto con appena un po' di sale e lasciati per due giorni al sole; spruzzati poi con aceto e aggiungete due o tre foglie di menta, vengono messi in vasetti ricoperti d'olio.<br>&bull; Olio santo. Sia freschi ( trittati a pezzetti ) sia secchi ( macinati ), si mettano in un vasetto di vetro coperti di olio, con l'aggiunta di uno o due spicchi di aglio.<br>Dopo qualche giorno l'olio avr&agrave; preso sapore e potr&agrave; essere usato sulle vivande, lasciando sempre i peperoncini nel vasetto ( man mano che l'olio si consumer&agrave;, se ne potra aggiungere altro ).<br>Quando comperate i peperoncini freschi, controllate il grado di maturazione cercando quelli con le estremit&agrave; leggermente curvate all'ins&ugrave;.<br>Il peperoncino ideale &egrave; verde scuro, con l'estremit&agrave; appuntita.<br>Accertatevi che il gambo non stia annerendo e che il frutto non abbia cominciato a seccarsi od a marcire.<br>Bench&egrave; i&nbsp;<strong>peperoncini freschi&nbsp;</strong>siano prodoti stagionali, &egrave; sempre possibile trovarli&nbsp;<strong>essicati, in scatola ed in polvere</strong>.</p>
<p>Perci&ograve; quale che sia la stagione, potete averli sempre a portata di gola; e piccanti!</p>
]]></description>
	<dc:creator>Fai Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/19595/come-fare-la-calamarata</guid>
	<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 16:14:20 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/19595/come-fare-la-calamarata</link>
	<title><![CDATA[Come fare la Calamarata]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La calamarata &egrave; un tipico primo piatto partenopeo a base di calamari, formato da un originale formato di pasta che, per le sembianze, assomiglia a degli anelli di calamari.</p>
<p><img src="https://www.vesuviolive.it/wp-content/uploads/2015/07/Calamarata.jpg" alt="calamarata" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<h2>Ingredienti:</h2>
<ul>
<li>Aglio uno spicchio</li>
<li>Calamari 600 gr</li>
<li>Olio extravergine di oliva 4 cucchiai</li>
<li>Pasta Calamarata 400 gr</li>
</ul>
<ul>
<li>Pepe nero macinato q.b.</li>
<li>Peperoncino rosso fresco 1</li>
<li>Pomodori ciliegia 300 gr</li>
</ul>
<ul>
<li>Prezzemolo tritato 2 cucchiai</li>
<li>Sale q.b.</li>
<li>Vino bianco mezzo bicchiere</li>
</ul>
<h2>RICETTA</h2>
<p>Per preparare la calamarata iniziate pulendo i calamari quindi tagliateli ad anelli di dimensione simile al formato della pasta. Lavate i pomodorini e tagliateli in quattro parti. In una padella capiente versate l&rsquo;olio e unite l&rsquo;aglio schiacciato e il peperoncino tritato.<br><br>Aggiungete i calamari e lasciateli rosolare per qualche minuto, poi sfumate con il vino bianco. Quando sar&agrave; evaporato, aggiungete i pomodorini tagliati a quarti,<br>poi salate, pepate&nbsp; e lasciate cuocere a fuoco dolce per 10-15 minuti. Quando il sugo sar&agrave; pronto aggiungete il prezzemolo tritato. Lessate la pasta in abbondante acqua salata e scolatela al dente quindi incorporatela al sugo di calamari e amalgamate bene il tutto: impiattate immediatamente!<br><br></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.giallozafferano.it/">giallozafferano.it</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/20382/un-pomodoro-al-giorno</guid>
	<pubDate>Sun, 18 Jun 2017 07:51:27 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/20382/un-pomodoro-al-giorno</link>
	<title><![CDATA[Un pomodoro al giorno]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Vorrei riabilitare un bene prezioso della nostra mediterraneit&agrave; che spesso a torto, raramente a ragione, viene bandito dalle nostre tavole: <strong>il pomodoro</strong>.</p>
<p>Questo alimento &egrave; spesso accusato di esser troppo acido e troppo ricco in nickel (f<em>orse anche troppo rosso?</em>) ecco quindi che, sulla scia di diete incongrue, ci si priva di ci&ograve; che la Scienza ha invece riconosciuto come prezioso. <strong>Il pomodoro ha propriet&agrave; antiossidanti e antitumorali, soprattutto in relazione al tumore della prostata.</strong></p>
<p><img src="https://cdn.authoritynutrition.com/wp-content/uploads/2015/02/fresh-tomatoes-on-a-wooden-table.jpg" alt="pomodoro a fatovla" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>C'&egrave; una stretta correlazione, come dimostrato da studi epidemiologici, tra consumo di grassi nella <strong>dieta e cancro della prostata</strong>. Lo stress ossidativo dovuto allo scarso consumo di frutta e verdura, alla sedentariet&agrave; e al fumo di sigaretta, rappresentano altri fattori precipitanti. Una corretta alimentazione pu&ograve; invece fornire preziosi nutrienti, che fungono da agenti preventivi per i nostri organi, prostata inclusa. Un recente articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista <strong>Cancer</strong>, ne riassume i principali quali: <span style="text-decoration: underline;">vitamina E, selenio, antiossidanti contenuti nei cereali integrali, e il licopene un carotenoide</span>, il pigmento responsabile proprio del colore rosso e dell'attivit&agrave; antitumorale del pomodoro.<br>I<span style="text-decoration: underline;"> Paesi che sono grandi consumatori di pomodoro e assumono regolarmente licopene, come l'Italia, la Spagna e il Messico, hanno un tasso di tumore alla prostata pi&ugrave; basso dell'America del Nord</span> (l<em>a riduzione del rischi &egrave; di circa il 30% nei tumori che insorgono sui 65 anni</em>).<br>Consigli in cucina<br>L'azione anti-tumorale del licopene &egrave; potenziata dalla cottura dei pomodori e dalla presenza di sostanze grasse, come ad esempio l'olio d'oliva. Pertanto anche la salsa concentrato di pomodoro e le conserve sono ricche di licopene. Sono sufficienti due pasti la settimana a base di salsa di pomodoro per ridurre il rischio del 25% di sviluppare tumore alla prostata. Non dimenticate di aggiungere anche l'aglio!</p>
<hr>
<p><strong>Ricetta della Pappa col pomodoro</strong>, una ricetta semplice, economica, salutare, italiana al 100%</p>
<p>Ingredienti per 4 persone:<br>400 grammi di pomodori pelati freschi<br>200 grammi di pane casalingo (meglio se raffermo)<br>un mazzetto di basilico<br>2 spicchi d'aglio<br>1 cucchiaio di concentrato di pomodoro,<br>&frac12; litro di brodo vegetale<br>4 cucchiai di olio extravergine d'oliva<br>Sale e pepe</p>
<p><em>Tostare il pane tagliato a fette infornandolo per qualche minuto a 200&deg;C</em><br><em>In un tegame fate rosolare l'aglio e il basilico. Aggiungete il concentrato e i pomodori precedentemente scottati e pelati, fate cuocere fino a raggiungere il bollore</em>.</p>
<p><img src="https://uploads.thealternativepress.com/uploads/photos/best_crop_5acbef635b7df6596332_Bonnie_Plants_tomato_beauty_shot_horiz_red2_300dpi@2x.jpg" alt="dieta del pomodoro" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Versate durante il bollore tutto il brodo unendo il pane tagliato a fettine sottili e lasciando cuocere per 2 o 3 minuti. Levate il tegame dal fuoco e lasciate riposare coperto per un'ora.<br>Prima di servire rimescolate bene gli ingredienti.</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>La pappa al pomodoro pu&ograve; essere servita fredda, tiepida o riscaldata.<br>Aggiungere un filo di olio extravergine d'oliva a crudo e guarnire con basilico fresco.<br>Da:&nbsp;<strong>Lega italiana per la lotta contro i tumori</strong>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/blog/view/46224/capesante-gratinate</guid>
	<pubDate>Tue, 02 May 2017 18:14:42 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/46224/capesante-gratinate</link>
	<title><![CDATA[Capesante gratinate]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si tratta di un ottimo antipasto delle cucine a base di pesce, molto semplice e gustoso da preparare, grazie alla delicata panatura che pu&ograve; essere con o senza l'aggiunta di formaggi, per gustarne appieno il delicato sapore.</p>
<p>Le <strong>capesante gratinate</strong> non possono essere cotte in anticipo e successivamente riscaldate poich&egrave; risulterebbero gommose. <br>Possono essere per&ograve;, preparate qualche ora prima per essere gratinate all'ultimo minuto. <br>In questo caso tenerle ben coperte in frigorifero fino a 20 minuti prima di cuocerle</p>
<p><img src="https://cdn.cook.stbm.it/thumbnails/ricette/25/25697/hd750x421.jpg" alt="capesante gratinate" width="650" style="border: 0; border: 0px; "></p>
<p><strong>INGREDIENTI</strong></p>
<ul>
<li>4 capesante</li>
<li>4 rametti di prezzemolo</li>
<li>1 spicchio di aglio</li>
<li>40 g di pane grattugiato</li>
<li>Pepe nero macinato al momento</li>
<li>Sale fino</li>
<li>1 cucchiaio di olio extravergine di oliva</li>
</ul>
<p><strong>CONSIGLI</strong></p>
<ul>
<li>piatto per 2 persone</li>
<li>190 Kcal a porzione</li>
<li>pronta in 30 minuti</li>
<li>ricetta light</li>
</ul>
<p><strong>PREPARAZIONE</strong><br>Aprite le capesante usando un coltello facendo forza tra le due valve, quindi staccatele dal guscio, eliminate la parte filamentosa e la parte scura aiutandosi con una forbice. <br>Lavate bene sotto acqua fresca corrente, con molta attenzione perch&egrave; spesso sono presenti residui di sabbia. Lavare bene anche il guscio, se &egrave; molto sporco utilizzare una paglietta.<br>Lavare il prezzemolo, selezionarne le foglie e tritarle finemente con la mezzaluna su un tagliere assieme allo spicchio d'aglio spellato.</p>
<p>Mescolate in un piatto il pangrattato, il trito di aglio e prezzemolo, una macinata di pepe, un pizzico di sale e l'olio.</p>
<p>Disponete le capesante in una teglia da forno e distribuite su ognuna un po' di ripieno, devono essere ben cosparse. Versare quindi un filo d'olio e infornare a 200&deg; per 12 minuti circa. A fine cottura devono essere ben gratinate, ma consiglio di non eccedere con i tempi perch&egrave; se cuociono troppo diventano dure.</p>
<p><strong>STAGIONI del PIATTO</strong><br><strong>Maggio, giugno,</strong> luglio, agosto, settembre, dicembre</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>

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