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	<title><![CDATA[IoChatto: Equitalia class action]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 16:23:48 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/blog/view/20229/le-tasse-sono-illegali-</link>
	<title><![CDATA[Le tasse sono illegali ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il fenomeno dell'illegalit&agrave; pu&ograve; essere spiegato meditando sulla storia del popolo italiano. L'illegalit&agrave; &egrave; un pesante bagaglio storico ereditato dalla mentalit&agrave; italiana che ancora si ripercuote nel presente nonostante sessant'anni di democrazia. Non si sta giustificando ci&ograve; che giustificabile non &egrave;, ma si sta provando ad analizzare un fenomeno storico-culturale ricercandone le cause la' dove devono essere ricercate, cio&egrave; <strong>nel passato</strong>.<br>Da una prospettiva storica, il nostro paese &egrave; stato illo tempore pervaso dalla pericolosa mentalit&agrave; del servo, che &egrave; succube, incapace di alzare la testa e ribellarsi al signore che lo opprime e che allo stesso tempo cerca di aggirare il potere di questo in ogni modo possibile, la maggior parte delle volte illecitamente, travalicando le leggi. Per comprendere meglio la questione &egrave; opportuno analizzare quale sia il filo comune che lega, nelle <strong>zone italiane in cui l'illegalit&agrave; &egrave; tutt'oggi particolarmente imperante, la storia criminale a quella del potere politico</strong>.</p>
<p><img src="https://annamariatanzi.files.wordpress.com/2011/08/agenzia_delle_entrate.jpg" alt="" width="380" height="177" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Nella novella Rinconete y cortadillo, Cervantes descriveva un'associazione di malfattori di Siviglia che aveva regole simili a quelle della Camorra dell'Ottocento. L'urbanizzazione di Napoli e la miseria del suo centro storico fece s&igrave; che fin dal <strong>Cinquecento</strong> qui si concentrassero dei delinquenti che prosperavano con furti e ruberie. Dall'Ottocento in poi si fa iniziare la "<strong>Camorra storica</strong>" che prese coscienza della sua potenza e che era capace di "<span style="text-decoration: underline; "><em>fare uscire l'oro dai pidocchi</em></span>", vale a dire di trarre profitto illecito dalle attivit&agrave; che venivano commissionate alla povera gente: piccoli artigiani, lavandaie... Negli anni Quaranta dell'Ottocento c'era gi&agrave; un'organizzazione strutturata, con regole di accesso e una struttura piramidale e centralizzata.</p>
<p>Fra le organizzazioni criminali attualmente operanti in Italia, <strong>la mafia siciliana &egrave; tradizionalmente quella pi&ugrave; potente e ramificata ed &egrave; ormai presente su tutto il territorio nazionale</strong>. La sua struttura piramidale, caratterizzata da una rigidissima gerarchia e da un'articolazione in numerose cosche territoriali, la sua enorme capacit&agrave; di penetrazione nei gangli vitali della societ&agrave; civile, sia a livello centrale che periferico, la spietatezza delle sue "<em>esecuzioni</em>" e la ferocia con cui controlla tutte le attivit&agrave; lecite e illecite, ne fanno da sempre il pi&ugrave; temibile nemico dello Stato di diritto. Il termine "<em>mafia</em>" &egrave; voce siciliana di etimologia incerta ma, secondo alcuni, &egrave; di origine araba e ha il significato di "protezione, garanzia". Come tutte le organizzazioni criminali anche la mafia attecchisce dove lo Stato &egrave; assente o latitante.&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline; ">Le origini della mafia sono riconducibili alla diffidenza delle popolazioni siciliane verso una struttura di potere statale essenzialmente vessatoria</span>. Nella prima met&agrave; dell'800 la Sicilia sub&igrave; una profonda trasformazione di carattere politico ed economico: l'antica struttura di natura feudale inizi&ograve; a sgretolarsi, travolta da straordinari avvenimenti storici (<em>siamo nella fase terminale del dominio borbonico</em>). La societ&agrave; rurale formata da contadini poveri ed analfabeti, vessati dai potentissimi proprietari terrieri (i "<em>baroni</em>") ed dai loro gabellieri (<em>riscossori di tributi</em>), in assenza di leggi chiare ed univoche, continu&ograve; a regolarsi sulla base della consuetudine (<em>cio&egrave; di norme non scritte accettate e rispettate da tutti da un lunghissimo lasso di tempo</em>). Il compito di regolare nel bene e nel male i rapporti sociali, attuando una "<em>garanzia</em>" immediata in <strong>assenza dello Stato</strong> o contro di esso, fu assunto dai cosiddetti "<em>uomini di rispetto</em>" o "<em>uomini d'onore</em>", personaggi che per il loro carisma, e soprattutto per <strong>spavalderia e violenza</strong>, erano in grado di garantire il rispetto delle "<em>regole</em>".<br>Dopo la conquista garibaldina, con l'avvento del Regno d'Italia e la conseguente riforma agraria,a seguito della vendita forzata dei beni ecclesiastici e demaniali, la mafia si diffuse ancora pi&ugrave; capillarmente divenendo ben presto una potente organizzazione con la quale "<em>fare i conti</em>" per intraprendere o continuare qualsiasi riforma politica o economica. Infatti, le infiltrazioni di personaggi mafiosi nelle amministrazioni locali e addirittura a livello di potere centrale consentirono all'organizzazione di assumere i connotati di una vera e propria piovra tentacolare, condizionando tutta la vita siciliana. <strong>Gi&agrave; alla fine dell'800 la mafia aveva allargato la sua influenza nelle citt&agrave; della Sicilia occidentale</strong>, aveva ampliato i suoi interessi economici con il controllo degli appalti e delle attivit&agrave; commerciali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br>Ad inizio &lsquo;900 i governi di <strong>Giovanni Giolitti</strong> nel sud si appoggiarono ai voti di origini mafiose, tanto che Salvemini arriver&agrave; ad apostrofare il Presidente del Consiglio "<em>ministro della malavita</em>". Lo stesso Salvemini nel 1911 scriveva: "<em>Mandate a Napoli un commissario regio con pieni poteri. Che volete che faccia? Da solo non potr&agrave; governare mezzo milione di abitanti, dovr&agrave; servirsi della burocrazia. Ora, questa burocrazia &egrave; tutta legata alla camorra.</em>" La situazione non migliora con il fascismo, nonostante gli interventi repressivi della dittatura che pure non bastano. Aumenta inoltre la diffidenza nei confronti di uno Stato che non lascia libert&agrave; n&eacute; tantomeno spazio ad un pensiero critico ed aperto. <strong>Nel secondo dopoguerra l'illegalit&agrave; evolve,</strong> ancor pi&ugrave; strisciante ed oscura, si avvia ad entrare direttamente nelle stanze del potere oltre ce nelle piazze e nelle strade.</p>
<p><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/aa/Rossetti_-_Proclamazione_della_Repubblica_Romana,_nel_1849,_in_Piazza_del_Popolo_-_1861.jpg/400px-Rossetti_-_Proclamazione_della_Repubblica_Romana,_nel_1849,_in_Piazza_del_Popolo_-_1861.jpg" alt="" width="400" height="279" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Come si pu&ograve; notare le contingenze storiche hanno radicato comportamenti di diffidenza nei confronti dell'autorit&agrave; statuali, rafforzato consuetudini volte a scavalcare il limite della legalit&agrave;. Questa ricostruzione storica si e' occupata in prevalenza di organizzazioni criminali che sono la massima espressione dell'illegalit&agrave; e dell'assenza troppo lunga dello stato in certe zone del paese, ma <strong>l'illegalit&agrave; si manifesta in modi molto meno espliciti</strong> ma al tempo stesso altrettanto gravi ed emblematici. Da non ascrivere unicamente ad una determinata aerea territoriale (<em>il meridione</em>), ma da estendere a tutta la penisola. La mancanza di un'educazione democratica che faccia della trasparenza e del rispetto delle regole ha portato a generare risultati aberranti come i fenomeni mafiosi, ma questa lacuna culturale propria del popolo italiano si riflette in innumerevoli situazioni. <span style="text-decoration: underline; ">Dagli episodi di bullismo e razzismo alla spazzatura gettata in strada, all'ipocrisia del professore che predica legalit&agrave; e poi da' ripetizioni tutto il pomeriggio senza pagare un centesimo di tasse</span>, ai <strong>test d'ingresso truccati</strong> per l'accesso alle facolt&agrave; universitarie a numero chiuso. Episodi che penalmente parlando possono risultare effimeri, ma che sono indicazione chiara di una manifesta noncuranza e di una diffusa mancanza di fiducia e rispetto nei confronti del diritto e dello Stato. Dalle sfere pi&ugrave; alte del potere dove imperversa la <strong>corruzione morale</strong> e materiale alle malversazioni delle mafie agli episodi minori, il nostro popolo sembra non poter recedere da una mentalit&agrave; improntata all'illegalit&agrave; e dall'impossibilit&agrave; di liberarsi di certe piaghe socioeconomiche di origine illegale.</p>
<p><strong>Solo l'educazione, la cultura democratica e pluralistica possono essere il deterrente per un problema ancora aperto e mai risolto, l'unica via di uscita per sconfiggere definitivamente la logica del servo che da troppi secoli attanaglia l'Italia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/56575/equitalia-gli-atti-sono-contestabili-anche-senza-querela</guid>
	<pubDate>Sun, 26 Nov 2017 12:00:10 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/56575/equitalia-gli-atti-sono-contestabili-anche-senza-querela</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: Gli atti sono contestabili anche senza querela]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Gli atti del concessionario della riscossione non godono di <strong>fede privilegiata</strong> e dunque il contribuente pu&ograve; contestarli senza dover proporre querela di falso.</p>
<p>Ci&ograve; &egrave; quanto sancito di recente dalla <strong>Suprema Corte</strong> che, a seguito della contestazione di un contribuente in merito al contenuto di un pignoramento di Equitalia, ha dichiarato &ldquo;<em>l&rsquo;atto di pignoramento presso terzi, &hellip; in tema di esecuzione esattoriale ha la natura di atto esecutivo e quindi di atto processuale di parte. La fidefacienza di cui all&rsquo;art.2700 cod. civ. &egrave; riservata ai soli atti pubblici, sicch&eacute; si rivela infondata l&rsquo;affermazione secondo cui il pignoramento eseguito dall&rsquo;agente della riscossione fa piena fede fino a querela di falso dell&rsquo;attivit&agrave; compiuta per la sua redazione..</em>&rdquo; (<strong>sentenza n.26519 della Corte di Cassazione</strong>, sezione III&deg;, depositata il 9 novembre 2017; Presidente Dott.ssa Roberta Vivaldi, Relatore Dott. Cosimo D&rsquo;Arrigo).</p>
<p><img src="https://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2017/01/rottamazione-cartelle-equitalia.jpg" alt="atti di equitalia contestabili" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p>Nel caso di specie, il Tribunale di Taranto aveva accolto il ricorso di un contribuente che lamentava l&rsquo;illegittimit&agrave; di un pignoramento presso terzi emesso dall&rsquo;agente della riscossione poich&eacute; privo della specifica indicazione delle cartelle esattoriali poste a base della pretesa.</p>
<p>Il concessionario contrastava l&rsquo;eccezione del contribuente sostenendo che l&rsquo;elenco delle cartelle era stato materialmente pinzato al pignoramento e ci&ograve; era incontestabile poich&eacute; nel testo dell&rsquo;atto l&rsquo;ufficiale della riscossione dichiarava che i titoli erano stati &ldquo;allegati&rdquo;.</p>
<p>Per il concessionario, dunque, il fatto stesso che nel pignoramento fosse indicato che l&rsquo;elenco delle cartelle era stato allegato costituiva una dichiarazione su un atto pubblico e per questo munita di fede privilegiata non contestabile fino a querela di falso (a onor di chiarezza &egrave; bene far presente che l&rsquo;azione di querela di falso &ndash; da non confondersi con la denuncia/querela prevista in ambito penale &ndash; &egrave; individuata dal nostro Codice di Procedura Civile negli articoli 221 e seguenti e consiste in un procedimento civile dinanzi al Tribunale il quale mira proprio ad accertare la falsit&agrave; di un atto pubblico che fino a tale accertamento gode di fede privilegiata).</p>
<p>Fede privilegiata che per i giudici della Corte di Cassazione riguarda solo alcune funzioni degli agenti della riscossione e, precisamente, quelle relative alle attivit&agrave; di notifica diversamente dalla redazione degli atti esattoriali che rappresentano dei meri documenti di parte e dunque liberamente contestabili.</p>
<p>Nello specifico, i giudici dichiarano &ldquo;L&rsquo;atto di pignoramento presso terzi eseguito dall&rsquo;agente di riscossione &hellip; sebbene preordinato alla riscossione coattiva di crediti erariali non acquisisce per ci&ograve; stesso la natura di atto pubblico ai sensi e per gli effetti degli artt. 2699 e 2700 cod. civ. conservando invece quella di atto processuale di parte.</p>
<p>Consegue che l&rsquo;attestazione ivi contenuta delle attivit&agrave; svolte dal funzionario che ha materialmente predisposto l&rsquo;atto &hellip; non &egrave; assistita da fede pubblica e non fa piena prova fino a querela di falso, a differenza di quanto avviene quando l&rsquo;agente di riscossione esercita &hellip; le funzioni proprie dell&rsquo;ufficiale giudiziario, ad esempio notificando il medesimo atto&rdquo;.</p>
<p>Tale decisione risulta di notevole importanza proprio perch&eacute; chiarisce il ruolo dell&rsquo;agente della riscossione &ndash; che dunque muta a seconda delle funzioni da quest&rsquo;ultimo svolte &ndash; con la conseguenza che il contribuente interessato avr&agrave; la possibilit&agrave; di contestare il contenuto degli atti esattoriali senza ricorrere alla querela di falso.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.altalex.com/documents/news/2017/11/14/equitalia">https://www.altalex.com/documents/news/2017/11/14/equitalia</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/54835/equitalia-il-business-della-leva-finanziaria-milioni-di-italiani-in-pasto-alle-banche</guid>
	<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 15:03:07 +0100</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/54835/equitalia-il-business-della-leva-finanziaria-milioni-di-italiani-in-pasto-alle-banche</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: il business della leva finanziaria, milioni di Italiani in pasto alle banche]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Le banche italiane a seguito della crisi iniziata nel 2007 negli USA (i mutui sub-prime sono la versione USA degli NPL) e al disastro economico che ne &egrave; seguito, hanno accumulato secondo alcune stime delle associazioni di tutela circa 350 miliardi di &euro; di NPL (altri dicono 300, stiamo li, cifre da capogiro). Formalmente di tratta di prestiti concessi alla clientela e non rimborsati, quindi formalmente secondo il lessico dei banchieri &ldquo;in sofferenza&rdquo;, non ancora iscritti a bilancio come &ldquo;perdite&rdquo;: una sorta di limbo. Le banche italiane tendono a ritardare la vendita (cartolarizzazione) di questi crediti per spuntare nel tempo prezzi migliori, ma la Ue ora impone di cederli a &ldquo;170&rdquo;. Sarebbe che 1.000 &euro; di crediti vantati verso un debitore insolvente vengono venduti a 170 &euro; a una societ&agrave; finanziaria SVC (Societ&agrave; Veicolo Cartolarizzazione) e quindi iscrivendo a bilancio &ldquo;perdite&rdquo; per 830&euro;, l&rsquo;83%.</p>
<p>A queste condizioni su un monte crediti in sofferenza diciamo di 300 miliardi di euro il complesso della banche italiane dovr&agrave; iscrivere a bilancio perdite per 250 miliardi. A questo punto la Ue tuoner&agrave; che sono fuori &ldquo;i parametri&rdquo;, ordiner&agrave; una &ldquo;ricapitalizzazione&rdquo; e il prossimo governo, quale che sar&agrave;, dovr&agrave; fare altri &ldquo;salvataggi&rdquo; a carico dei contribuenti tali e quali a quelli gi&agrave; fatti. Lasciamo le banche (e noi contribuenti) al triste destino e vediamo la questione dei &ldquo;Banchieri Antifascisti&rdquo; che interessa soprattutto i giovani e i loro eventuali figli e nipoti, giovani che magari nel 1993 non erano ancora nati e quelli che da loro discenderanno, perch&eacute; i genitori travolti dalla crisi iniziata nel 2007 e divenuti &ldquo;insolventi&rdquo; gli trasmettono inconsapevolmente una lebbra ereditaria.</p>
<p>Cominciamo col dire che a quanto &egrave; possibile appurare l&rsquo;ultimo paese ad abolire l&rsquo;ereditariet&agrave; del debito &egrave; stato Pancho Villa con la Rivoluzione Messicana del 1912. Non esisteva nell&rsquo;antica Grecia, nell&rsquo;antica Roma, nel diritto Longobardo, fra gli antichi Ebrei&hellip; ma la II Repubblica non poteva mancare di ripristinarlo: come?</p>
<p>Il primo Banchiere Antifascista: Ciampi.</p>
<p>Il primo atto &egrave; del governo Ciampi che nel 1993 abolisce la Legge Bancaria del 1936 sostituendola con la legge 387/1993 dove per otto volte c&rsquo;&egrave; scritto che i banchieri sono &ldquo;onorabili&rdquo; e sulla loro onorabilit&agrave; vigila la Banca d&rsquo;Italia. In conseguenza di questa &ldquo;onorabilit&agrave;&rdquo; quando una banca deve esigere un credito non deve pi&ugrave; portare al Magistrato &ldquo;la prova scritta&rdquo;, ma solo un estratto conto firmato da un funzionario di banca (art. 50) e in base a questo ottiene un provvedimento &ldquo;provvisoriamente esecutivo&rdquo;. In sostanza prima ti depredo di tutto (casa, azienda, risparmi et.) poi se ho sbagliato a fare i conti, ci ho messo spese e addebiti non dovuti, ho applicato interessi usurai etc, insomma se la somma &ldquo;&egrave; falsa&rdquo;, fammi causa. Una causa decennale al Tribunale Civile, non Penale. Perch&eacute; la legge &ldquo;fascista&rdquo; del 1936 obbligando alla prova scritta se poi questa somma era falsamente formata, diventava un falso in atto pubblico e si finiva in galera. E qui vediamo come l&rsquo;antifascismo dei banchieri inizia a dispiegare le sue ali gi&agrave; 24 anni fa: mette il cittadino alla merc&eacute; delle banche.</p>
<p>L&rsquo;altro elemento fondamentale dei &ldquo;banchieri onorabili&rdquo; &egrave; che mentre con la legge del 1936 (fascista!) le banche potevano usare e soldi dei depositi solo per finanziare imprese, cittadini e opere pubbliche, con la nuova legge di Ciampi possono investire in &ldquo;titoli&rdquo;, a dire azioni, obbligazioni, &ldquo;prodotti finanziari&rdquo; etc. Comincia la &ldquo;Finanza&rdquo; e si ritorna alla situazione ante crisi planetaria del 1929.</p>
<p>Le banche fasciste</p>
<p>Occorre ricordare che dopo il 1922 il Fascismo trov&ograve; una situazione finanziaria peggiore di quella di oggi lasciata dai governi &ldquo;Liberali&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rapporto debito pubblico/PIL al 160% (oggi &egrave; arrivato al 130%), debito di guerra principalmente con gli USA, grandi aziende e banche in dissesto e praticamente fallite, prima voce di esborso valutario per l&rsquo;importazione di granaglie da USA e URSS, disoccupazione alle stelle e la Gran Bretagna che ritorna alla &ldquo;parit&agrave; aurea&rdquo; della sterlina (Gold Standard Exange) e quindi il valore della Lira che arretra fino a 150 Lire per Sterlina.</p>
<p><img src="https://www.greenleft.org.au/sites/default/files/styles/large/public/public_files/wall_st.png?itok=nUDQt7Uz" alt="Banche : la leva finanziaria" width="350" style="border: 0px;"></p>
<p>Con notevoli sacrifici si porta anche la Lira al Gold Standard (Quota 90), questo permette di sistemare il debito di guerra con gli USA (scadenzato in 65 anni con interessi massimi del 2%, raggiungibili per&ograve; solo dopo i primi 50 anni di versamenti), questo a sua volta permette di investire nella riforma del settore agricolo (le bonifiche, 13 nuove citt&agrave; e 64 Borghi rurali) e raggiungere l&rsquo;autosufficienza alimentare. Banche e grandi imprese vengono salvate (le 6 BIN o Banche di Interesse Nazionale acquisite al Tesoro, le imprese all&rsquo;IRI), si modernizza in opere, istituti e infrastrutture, finisce l&rsquo;emigrazione&hellip; ma interviene la crisi finanziaria del 1929 (che negli USA fa fallire circa 15.000 banche) per cui con la Legge Bancaria del 1936 si regola definitivamente il settore impedendo ogni commistione fra Banche e Finanza. Nel 1939 il rapporto debito/PIL &egrave; ormai sceso dal 160% al 70%, meglio della Germania oggi.</p>
<p>Il Codice Civile del 1942</p>
<p>Ma la &ldquo;Legge di Ciampi&rdquo; seppur consente fin dal 1993 alle Banche di &ldquo;investire&rdquo; in Finanza trova un ostacolo nel Codice Civile del 1942 (Fascista!) laddove vieta (art. dal 2410 al 2420) l&rsquo;emissione di titoli finanziari negoziabili senza copertura iscritta a bilancio. Ancora una volta il Fascismo tarpa le ali ai banchieri antifascisti, infatti obbliga che i titoli finanziari emessi da chiunque abbiano la copertura e quindi al momento in cui vanno a scadenza ci siano i soldi per ripagarli, altrimenti si va in galera. Come fare per non ripagarli, si domandano i Finanzieri Antifascisti? Stavolta invece che il &ldquo;governo tecnico&rdquo; di Ciampi ci pensa il governo dell&rsquo;Ulivo con D&rsquo;Alema, legge 130/1999 delle &ldquo;Cartolarizzazioni&rdquo; che all&rsquo;Art. 5 (Titoli emessi a fronte dei crediti acquistati) recita:</p>
<p>1. Ai titoli emessi dalla societ&agrave; cessionaria o dalla societ&agrave; emittente titoli, per finanziare l&rsquo;acquisto dei crediti, si applicano gli articoli 129 e 143 del testo unico bancario.</p>
<p>2. Alle emissioni dei titoli non si applicano il divieto di raccolta di risparmio tra il pubblico previsto dall&rsquo;articolo 11, comma 2, del testo unico bancario, n&eacute; i limiti quantitativi alla raccolta prescritti dalla normativa vigente; non trovano altres&igrave; applicazione gli articoli da 2410 a 2420 del codice civile.</p>
<p>Significa quello che avete letto: una SVC (Societ&agrave; Veicolo di Cartolarizzazione) pu&ograve; &ldquo;raccogliere risparmio fra il pubblico&rdquo; (quelli che ora piangono per i mancati rimborsi), non ha &ldquo;limiti quantitativi&rdquo; in questa raccolta, e pu&ograve; emettere questi titoli senza avere la copertura.</p>
<p>E&rsquo; vero che chiunque facesse emissioni del genere ancora andrebbe in galera per via del Codice Civile fascista ancora in vigore, ma si trova l&rsquo;escamotage: &egrave; consentito alle SVC iscritte in un apposito elenco tenuto da Bankitalia, per cui lo sprovveduto risparmiatore/investitore potrebbe pensare chiss&agrave; quale solidit&agrave; finanziaria richieda Bankitalia per essere ammessi all&rsquo;elenco! Macch&egrave;! Va bene anche una srl a socio unico con 10.000&euro; di capitale sociale, che emette titoli &ldquo;senza limiti&rdquo; e &ldquo;senza copertura iscritta a bilancio&rdquo;. Magari per 100 milioni di euro che &ldquo;garantisce&rdquo; coi 10.000 di capitale sociale. Al momento del rimborso la SVC fallisce &ldquo;perch&eacute; non ha la copertura finanziaria per rimborsare&rdquo; e chi si &egrave; visto si &egrave; visto.</p>
<p>Per chi non ci crede a questo link trova da scaricare l&rsquo;elenco aggiornato delle SVC tenuto da Bankitalia (alla voce &ldquo;consultazione elenco&rdquo;). Oppure per comodit&agrave; a questo link trovate il file aggiornato al 2015 gi&agrave; in formato xls (www.seeninside.net/bankster/elenco_svc_2015.xls). Ci trovate anche le societ&agrave; che via via vanno in liquidazione, e se avete &ldquo;investito in titoli&rdquo; anche indirettamente emesse da queste (c&rsquo;&egrave; il gioco delle scatole cinesi) sapete quel che vi aspetta. Basta fare una ricerca su google inserendo &ldquo;nome SVC&rdquo;, &ldquo;cartolarizzazione&rdquo; e &ldquo;gazzetta ufficiale&rdquo; e potrete verificare che sono quasi tutte delle srl con 10.000&euro; di capitale sociale.</p>
<p>Si potrebbe anche obiettare che l&rsquo;art. 5 del D.Lgs 130/1999 &egrave; palesemente anticostituzionale: alcuni (tutti noi) devono rispettare gli art. dal 20410 al 2420 del Codice Civile. Altre, le SVC iscritte all&rsquo;elenco, no. E&rsquo; incredibile che Insigni Giuristi non abbiano visto, non abbiano parlato, abbiano tenuto la testa china&hellip;L&rsquo;ultima considerazione &egrave; una curiosit&agrave;: su oltre 473 SVC iscritte all&rsquo;elenco di Bankitalia ben 176 hanno sede legale al medesimo posto: Via Vittorio Alfieri 1 Conegliano Veneto, che diventa cos&igrave; una piazza finanziaria degna della City di Londra o di Wall Street.</p>
<p><img src="https://www.cmimagazine.it/wp-content/uploads/2016/04/WRBR-Italia_banche-e-FinTech.jpg" alt="Le banche in Italia" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>La &ldquo;Leva Finanziaria&rdquo;, ovvero il business.</p>
<p>Quindi ricapitolando:</p>
<p>&ndash; una banca vende crediti deteriorati NPL ad esempio di valore nominale 100 milioni di &euro; a una SVC per 17 milioni di &euro; (ce lo chiede l&rsquo;Europa!)</p>
<p>&ndash; la SCV per pagare i 17 milioni emette titoli negoziabili, ma con quale &ldquo;leva finanziaria&rdquo;? Poniamo &ldquo;5&rdquo; (sono cose segrete, in USA arrivarono a &ldquo;50&rdquo;) e quindi emette &ldquo;titoli derivati&rdquo; dal valore sottostante dei NPL per poniamo 85 milioni di &euro;. E se li vende. E qui sta il vero business: non tiro fuori un euro, emetto Titoli, incasso molti euro, poi chiudo la bottega. A chi li vendo questi Titoli? Magari alla stessa banca, magari anche ad altre banche, magari poi queste li rivendono ai loro correntisti&hellip; un pollo bisogna pur trovarlo.</p>
<p>E&rsquo; ovvio che questi Titoli non valgono niente: il loro valore dipende da crediti gi&agrave; in sofferenza, inesigibili, &ldquo;derivano&rdquo; direttamente da insolvenze e fallimenti, ma tanto poi al momento del rimborso la srl a socio unico fallisce, se ne costituisce un&rsquo;altra, si richiede una nuova iscrizione all&rsquo;elenco di Bankitalia (che garantisce i requisiti di onorabilit&agrave;) e il gioco ricomincia.</p>
<p>A questo punto potremmo dire che i &ldquo;Banchieri Antifascisti&rdquo; potrebbero essere contenti di aver eliminato le &ldquo;leggi fasciste&rdquo;! Ma non basta, ora dobbiamo affrontare quello che pi&ugrave; ci preme: salvare figli e nipoti (e pronipoti&hellip;) dalle grinfie di questi Antifascisti tutti ammantati di Democrazia e Liberalismo, molto pi&ugrave; pericolosi di quelli che attualmente se la prendono coi portachiavi, le bottiglie e i bagnini.</p>
<p>Banchieri Antifascisti: la &ldquo;comunicazione semplificata&rdquo;</p>
<p>Abbiamo visto come con la Legge di Ciampi (art. 50) il cittadino o impresa sia stato messo all&rsquo;impotenza di fronte a una banca, e ora vediamo come la Legge dell&rsquo;Ulivo (governo D&rsquo;Alema, 1999) sia messo nell&rsquo;impotenza di fronte alle cartolarizzazioni e possa essere venduto sulle piazze finanziarie internazionali come un capo di bestiame (o, se si preferisce, come uno schiavo africano ai tempi di Re Giorgio).</p>
<p>Se con la Legge di Ciampi il cittadino/impresa non pu&ograve; opporsi a un pignoramento su un credito falsamente formato e deve subire un decreto ingiuntivo &ldquo;provvisoriamente esecutivo&rdquo; (poi, fammi causa&hellip;) potrebbe opporsi, sempre grazie al Codice Civile del 1942 (Fascista!) quando questa somma falsamente formata (addebiti non dovuti, tassi usurai etc) viene venduta (cartolarizzata) a un terzo. Infatti il Codice Civile fascista imponeva che le cartolarizzazioni venissero notificate al debitore ceduto tramite Ufficiale Giudiziario, per cui il debitore ceduto se vedeva una somma maggiore di quella dovuta (io ti devo 1.000, tu mi ti stai vendendo a 3.000) faceva &ldquo;opposizione&rdquo; entro 30gg dalla notifica e la cartolarizzazione non aveva luogo.</p>
<p>Per superare questo scoglio che tarpava le ali ai cultori dell&rsquo;Antifascismo si sono inventati, sempre con la Legge dell&rsquo;Ulivo 130/1999 la &ldquo;comunicazione semplificata&rdquo;, a dire che anzich&eacute; con l&rsquo;Ufficiale Giudiziario la cessione dei crediti &egrave; &ldquo;comunicata&rdquo; attraverso la pubblicazione di una inserzione sul foglio inserzioni della Gazzetta Ufficiale che esce tutti i giorni e costa dai 20 ai 30&euro;, dove per&ograve; solo raramente &egrave; pubblicato il nome o la ragione sociale del debitore ceduto, quasi sempre i debitori ceduti sono indicati da un numero (stile Auschwitz) o pi&ugrave; genericamente ancora da &ldquo;cessione di crediti in blocco&rdquo; dal soggetto A al soggetto B.</p>
<p>Questo mette il debitore ceduto nell&rsquo;impossibilit&agrave; di sapere che &egrave; stato ceduto, e quindi di esercitare il suo diritto ad opporsi alla cessione. Potete fare la stessa ricerca su Google suggerita prima e verificare. E&rsquo; ovvio che un cittadino debitore presso la Banca A non sarebbe contento di sapere che per una cifra falsamente formata viene inoltre ceduto alla Mafia Russa, alla Yakuza Giapponese o agli Squali di Wall Street, ma anche in questo caso l&rsquo;Antifascismo ha saputo evitare i vincoli messi dalle Leggi Fasciste, sempre in nome della Democrazia e del Liberalismo. Un capolavoro.</p>
<p>Banchieri Antifascisti: come ti schiavizzo figli, nipoti e pronipoti.</p>
<p>Ora veniamo all&rsquo;aspetto pi&ugrave; sordido, figli nipoti e pronipoti, l&rsquo;ereditariet&agrave; del debito gi&agrave; abolita infine da Pancho Villa ed Emiliano Zapata nel 1912. Ma per la legge italiana se erediti anche solo un bicchiere dal defunto erediti anche i debiti del defunto. E una volta che sei stato cartolarizzato la SVC pu&ograve; rivendersi i crediti ancora a un altro, e ancora infinite volte anche all&rsquo;estero, e senza neanche dover pubblicare sul foglio inserzioni della Gazzetta Ufficiale, e quindi ancora non potete sapere che siete stati ceduti, e ogni cessione, anche all&rsquo;estero, comporta l&rsquo;interruzione dei termini di prescrizione del debito, per cui lo mantenete all&rsquo;infinito voi, e i vostri ignari discendenti che se lo caricano attraverso &ldquo;l&rsquo;eredit&agrave;&rdquo;. Per evitarlo dovrebbero fare la &ldquo;rinuncia all&rsquo;eredit&agrave;&rdquo; ma se non lo sanno non lo faranno e magari dopo dieci, venti o trent&rsquo;anni si ritroveranno con Mafia, Yakuza e Squali che li vengono a depredare. E quindi faranno inconsapevolmente da &ldquo;debitori&rdquo; fino a quando da una qualche banca dati emerger&agrave; che &ldquo;hanno da perdere&rdquo; e gli si presenteranno alla porta. E questo senza mezzi termini si chiama &ldquo;riduzione in schiavit&ugrave; o in servit&ugrave;&rdquo; art. 600 C.P. (e anche questo, dobbiamo dire, &egrave; un articolo del Codice Rocco, il codice penale fascista, R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)</p>
<p>Governo antifascista: Equitalia</p>
<p>In questa vera e propria &ldquo;Macchina Infernale&rdquo; l&rsquo;attuale governo con la Legge di Bilancio sta per gettare anche chi ha pendenze con Equitalia, l&rsquo;articolista de Il Fatto Quotidiano lamenta la cosa ma senza sapere cosa comporter&agrave; la cartolarizzazione dei crediti di Equitalia, a Palazzo invece lo sanno bene perch&eacute; la Macchina Infernale &egrave; concepita proprio a Palazzo. Se i crediti vantati da Equitalia sono 5-600 miliardi, cederli a 4 miliardi (circa lo 0,5%) non &egrave; certamente per alleviare il peso del debito pubblico quanto per dare in pasto alle SVC milioni di italiani con tutto quello che poi comporta e che fin qui abbiamo visto: svendono anche la discendenza dopo aver fatto depredare gli adulti mettendoli alla merc&egrave; di Mafie straniere, Yakuza e Squali vari: un &ldquo;bisiniss&rdquo; alimentato dalle disgrazie causate dalla crisi ormai decennale e della quale si vuole pagar pegno a chi la ha causata.</p>
<p>Se &ldquo;lo Stato&rdquo; trova profittevole cartolarizzare 600 miliardi di crediti per soli 4 miliardi perdendoci il 99,5%, tanto varrebbe rivenderli ai cittadini debitori alla stessa cifra, ed evitare che milioni di cittadini vadano in pasto alle SVC, ma &egrave; proprio questo che si vuole per alimentare il &ldquo;bisiniss&rdquo; della Finanza e quindi coltivarne i favori. Si pu&ograve; dire che fra Banche e Equitalia &egrave; il pi&ugrave; grande saccheggio dell&rsquo;Italia dal tempo dei Visigoti: quasi 1.000 miliardi di &euro; e milioni di persone dati in pasto alla peggiore speculazione italiana e internazionale.</p>
<p>Ma, &egrave; vero?</p>
<p>Non &egrave; che ho scritto per &ldquo;supposizioni&rdquo;: centinaia di migliaia di cittadini dal 1999 in poi sono finiti nella Macchina Infernale che ho descritto, fra cui io stesso nel 2008. Una banca nel 1999 aveva appunto fatto una cartolarizzazione falsa su un debito che avevo estinto nel 1990 (ho la ricevuta) e quindi sono stato &ldquo;venduto&rdquo; tre volte a mia insaputa, l&rsquo;ultima sulla piazza finanziaria di Londra a rogito del Public Notary Mr. Allen Labor, e quindi lo &ldquo;acquirente&rdquo; &egrave; arrivato a battere cassa. Pur avendo potuto esibire in Tribunale la ricevuta che il credito era falso, pur avendo potuto certificare interessi medi del 64% annuo, mi &egrave; stato risposto che dovevo pagare perch&eacute; &ldquo;non avevo fatto opposizione&rdquo; entro 30gg in nessuna delle tre cartolarizzazioni. E come potevo saperlo? &ndash; La Legge &egrave; Legge! Pu&ograve; fare causa al Nuovo Banco Ambrosiano che form&ograve; falsamente il credito. Ma dopo 18 anni il Nuovo Banco Ambrosiano non esisteva pi&ugrave;, e comunque dopo 18 anni il reato di falso era in prescrizione. Per fortuna ho avuto di che pagare. La Macchina Infernale esiste ed &egrave; operativa, pu&ograve; testimoniarlo chiunque ne sia rimasto vittima dal 1999 a oggi.</p>
<p>Che fare?</p>
<p>E&rsquo; evidente che le Leggi Fasciste del 1936 (rimasta in vigore fino al 1993) e del 1942 (ancora in vigore tranne che per le SVC iscritte all&rsquo;elenco) erano concepite anche per salvaguardare cittadini e imprese dalla criminalit&agrave; dei &ldquo;Colletti Bianchi&rdquo;. Con la II Repubblica &egrave; diventato legale quello che prima era reato, e i risultati li vediamo continuamente. Possiamo pensare che i &ldquo;padri&rdquo; della II Repubblica agirono inconsapevolmente? No, sapevano quello che stavano facendo, lo fecero volontariamente e in malafede, altrimenti visti gli effetti avrebbero riparato almeno agli aspetti pi&ugrave; deleteri verso cittadini e imprese. Appellarsi non serve a niente, la Legge di Ciampi del 1993 &egrave; ancora in vigore come la Legge dell&rsquo;Ulivo del 1999, e nessun governo da allora ha inteso riformarle. Appellarsi al CSX o al CDX significa esporsi a un compromesso (Grande Vittoria! Banche e Finanziarie vi terranno in schiavit&ugrave; solo fino alla terza generazione, Grande Vittoria! grideranno i mezzibusti dalle televisioni).</p>
<p>No, questa faccenda pu&ograve; essere risolta solo con un &ldquo;Atto Sovrano&rdquo;, come lo &ldquo;Scuotimento dei Pesi&rdquo; di Solone (Grecia, 630 A.C.), la Secessione del Monte Sacro (o dell&rsquo;Aventino, Menenio Agrippa 450 A.C.), o il fal&ograve; dei Libri del Debito al Foro Romano (Giulio Cesare, circa 50 A.C.). Quindi una sola legge di un solo articolo.</p>
<p>&ndash; La morte del debitore originario del debito estingue il debito. Nulla debbono a qualsiasi titolo eredi, familiari e discendenti. Almeno questo, salviamo figli e nipoti dai Banchieri Antifascisti.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.ilprimatonazionale.it/economia/crediti-equitalia-cosi-il-governo-getta-milioni-di-italiani-in-pasto-agli-speculatori-74988/">https://www.ilprimatonazionale.it/economia/crediti-equitalia-cosi-il-governo-getta-milioni-di-italiani-in-pasto-agli-speculatori-74988/</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Fri, 04 Aug 2017 11:07:41 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/50479/agosto-2017-congelate-500-mila-cartelle-di-riscossione</link>
	<title><![CDATA[Agosto 2017 congelate 500 mila cartelle di riscossione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Come ogni anno parte la "moratoria estiva" della Ex Equitalia, ora Agenzia delle Entrate riscossioni</p>
<p>Zero cartelle sotto l&rsquo;ombrellone, annuncia infatti la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione nata sulle ceneri di Equitalia. Nel periodo di Ferragosto, infatti, l&rsquo;Agenzia sospender&agrave; l&rsquo;invio degli atti destinati a quasi mezzo mezzo milione di italiani per ridurre al minimo i disagi in un periodo particolare dell&rsquo;anno. In pratica tutti gli atti, tranne i 14.500 classificati come inderogabili che pertanto dovranno essere comunque inviati ai contribuenti morosi.</p>
<p><img src="https://www.ilmiogiornale.net/wp-content/uploads/2017/07/equitalia_un_addio_al_veleno.jpg" alt="moratoria cartelle esattoriali ad agosto" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p>Dopo il tourbillon delle date dei versamenti e delle proroghe dei giorni scorsi, almeno sul fronte della riscossione scatta la tregua. Dal 7 al 20 agosto l&rsquo;Agenzia, guidata dal presidente Ernesto Maria Ruffini, d&rsquo;intesa con gli operatori postali ha infatti disposto il blocco della notifica di 399.428 atti che sarebbero altrimenti arrivati per posta, a cui aggiungerne altri 70.487 da notificare attraverso la posta elettronica certificata (pec), per un totale di 469.915 cartelle e avvisi che saranno &ldquo;congelati&rdquo;. La notifica riprender&agrave; ovviamente dopo il periodo di sospensione. <br>&ldquo;L&rsquo;operazione &ldquo;zero cartelle&rdquo; a Ferragosto &ndash; spiega una nota - si inserisce nel percorso di dialogo con i cittadini che &egrave; alla base del nuovo corso avviato dall&rsquo;Agenzia delle entrate-Riscossione&rdquo;. <br> <br>A essere beneficiati da questa pausa-vacanze saranno soprattutto i contribuenti del Lazio, regione che guida la classifica con ben 109.631 atti sospesi nelle due settimane centrali di Ferragosto, seguita da Lombardia (61.608) e Campania (45.947). L&rsquo;elenco prosegue poi con Toscana (42.801), Veneto (27.858), Piemonte (26.303), Emilia Romagna (25.228), Puglia (22.126), Calabria (22.007), Sardegna (17.917), Liguria (14.910), Friuli Venezia Giulia (9.956), Marche (9.811), Abruzzo (9.413), Umbria (9.224), Trentino Alto Adige (6.353), Basilicata (5.439), Valle d&rsquo;Aosta (1.744) e infine Molise con 1.639 atti sospesi. Nell&rsquo;elenco non &egrave; compresa la Sicilia, perch&eacute; in questa regione l&rsquo;Agenzia delle entrate-Riscossione non opera</p><p>URL del Link: <a href="https://www.lastampa.it/2017/08/04/economia/a-ferragosto-congelate-mila-cartelle-delle-tasse-WNQ93ywwkXkS5RKQUDlu2M/pagina.html">https://www.lastampa.it/2017/08/04/economia/a-ferragosto-congelate-mila-cartelle-delle-tasse-WNQ93ywwkXkS5RKQUDlu2M/pagina.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Sun, 02 Jul 2017 10:31:48 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/48859/chiusura-equitalia-nasce-lagenzia-coi-superpoteri</link>
	<title><![CDATA[Chiusura Equitalia: nasce l'agenzia coi superpoteri]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Equitalia addio, nasce la 'super agenzia' di riscossione. A partire da oggi, per effetto del decreto fiscale 193/2016 che ha stabilito la soppressione di Equitalia, tutti i rapporti giuridici pendenti si trasferiranno all'<strong>Agenzia delle Entrate-Riscossione</strong>. Un nuovo soggetto con poteri di riscossione potenziati che potr&agrave; avere accesso a diverse banche dati, tra cui Anagrafe Tributaria e banca dati dell'Inps. "<em>Al fine di garantire la continuit&agrave; e la funzionalit&agrave; delle attivit&agrave; di riscossione - si legge nel primo articolo del decreto - il nuovo ente subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle societa' del Gruppo Equitalia</em>".</p>
<p><img src="https://i2.res.24o.it/images2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/2017/07/01/Norme%20e%20tributi/ImmaginiWeb/Ritagli/agenzia_riscossione-U20437913222DGF--835x437@IlSole24Ore-Web.jpg" alt="la nuova Equitalia" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con il passaggio al nuovo ente non cambiano, quindi, le norme che regolano la riscossione, per cui non ci sar&agrave; alcuna accelerazione o ulteriore stretta a scapito dei contribuenti con debiti pendenti. Restano valide anche le norme che regolano il pignoramento dei conti correnti dei contribuenti debitori, in vigore da ben dodici anni. A regolamentare la materia &egrave; il decreto legge 203/2005, che ha introdotto il cosiddetto "pignoramento presso terzi", la procedura che consente all'ente di riscossione di bloccare il conto corrente senza l'obbligo di richiedere l'intervento dell'autorit&agrave; giudiziaria.</p>
<p>A partire da oggi, per&ograve;, in caso di pignoramento del conto corrente le somme potranno essere subito bloccate e usate per pagare il debito dal momento che &egrave; la stessa Agenzia delle Entrate che esamina le informazioni e decide di attivare la procedura. A differenza di Equitalia, che doveva prima richiedere le informazioni all'Agenzia delle Entrate, attendere il riscontro e solo dopo attivare il procedimento, il nuovo ente potr&agrave; accedere direttamente ai dati dell'Anagrafe Tributaria, ottenere le informazioni che le servono e procedere al pignoramento.</p>
<p>Per quanto riguarda, invece, le cartelle e i debiti pendenti con Equitalia, comprese le imposte erariali e locali - come Tasi, Imu, Tari o il bollo auto - non spariranno con la soppressione di Equitalia, ma verranno anch'esse trasferite all'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questo significa che verr&agrave; a crearsi una situazione di continuit&agrave; nei crediti, poich&eacute; il cambio di soggetto non cancella il debito. I cittadini che hanno ricevuto una cartella di pagamento o che hanno tuttora un piano di rateazione dovranno corrispondere quanto dovuto al nuovo ente.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/07/01/fisco-nasce-agenzia-coi-superpoteri_1VADsOQXLevnog9IfT1YVK.html">https://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/07/01/fisco-nasce-agenzia-coi-superpoteri_1VADsOQXLevnog9IfT1YVK.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/46717/i-trucchi-per-risparmiare-sulla-dichiarazione-dei-redditi-2017</guid>
	<pubDate>Wed, 10 May 2017 20:24:19 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/46717/i-trucchi-per-risparmiare-sulla-dichiarazione-dei-redditi-2017</link>
	<title><![CDATA[I trucchi per risparmiare sulla dichiarazione dei redditi 2017]]></title>
	<description><![CDATA[<h2>Tutte le detrazioni e le deduzioni fiscali che consentono di risparmiare sulla dichiarazione dei redditi.</h2>
<hr>
<p>Per risparmiare sulla dichiarazione dei redditi l&rsquo;unico metodo valido &egrave; quello di applicare tutte le detrazioni e deduzioni fiscali possibili per legge.</p>
<p><img src="https://www.bisignanoinrete.com/wp-content/uploads/2017/04/730-dichiarazione-redditi.jpeg" alt="dichiarazione dei redditi 2017 detrazioni" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Spese per la famiglia</strong></p>
<p>Partiamo da un classico: le detrazioni per familiari a carico. Si tratta di figli, coniuge e altri familiari il cui reddito lordo annuo inferiore a 2.840,51 euro, indipendentemente dall&rsquo;et&agrave;. Le condizioni e le agevolazioni variano in funzione del legame di parentela esistente tra il dichiarante e il familiare.</p>
<p>Per i figli sono inoltre detraibili al 19% fino ad un massimo di 632 euro a figlio, le spese sostenute per l&rsquo;istruzione, dall&rsquo;asilo nido (sia pubblico che privato) all&rsquo;universit&agrave;, ad eccezione delle spese rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione dei premi di produzione. La detrazione va divisa tra i genitori che hanno fiscalmente a carico i figli.</p>
<p>Sono detraibili al 19% le spese mediche sostenute che complessivamente per s&eacute; stessi o per i familiari a carico che superano la franchigia di 129,11 euro.</p>
<p>Detraibili invece al 19% senza franchigia anche le spese mediche sostenute per i disabili a carico. I disabili o i contribuenti che ha un disabile a carico possono scaricare al 19% anche le eventuali spese sostenute per l&rsquo;acquisto e la riparazione del veicolo per il disabile, entro un limite massimo di spesa di 18.075,99 euro, a patto di rispettare determinati vincoli sia sul tipo di auto che sugli adattamenti da apportarvi.</p>
<p>Detrazione fiscale al 19% anche per le spese sostenute per la pratica sportiva dilettantistica per ogni figlio a carico di et&agrave; compresa tra i 5 e i 18 anni, fino ad un massimo di 210 euro a figlio.</p>
<hr>
<p><strong>&nbsp;<span style="font-size: 12.8px;">Spese per la casa</span></strong></p>
<p>Con riferimento alle spese sostenute per la propria casa sono numerose le possibilit&agrave; di recupero fiscale:</p>
<p>per l&lsquo;acquisto della casa &egrave; possibile recuperare il 19% anche sulle spese di intermediazione, nonch&eacute; l&rsquo;imposta di registro o l&rsquo;IVA agevolati pagati sull&rsquo;acquisto della prima casa, sotto forma di credito di imposta. Tale credito d&rsquo;imposta non spetta per&ograve; in caso di vendita di immobile acquistato con l&rsquo;aliquota ordinaria, senza fruire della agevolazione c.d. &ldquo;prima casa&rdquo; o vendita di immobile pervenuto per successione o donazione;<br> mutuo per l&rsquo;acquisto dell&rsquo;abitazione principale: &egrave; possibile recuperare il 19% degli interessi pagati, per una spesa massima di 4.000 euro annui;<br> ristrutturazioni edilizie: per ristrutturazione, manutenzione, restauro ed eliminazione delle barriere architettoniche spetta una detrazione pari al 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017 per gli interventi di ristrutturazione edilizia entro un limite di spesa di 96.000 euro a immobile. La detrazione viene ripartita in 10 quote annue di pari importo. A meno di proroghe dal 2018 si passer&agrave; al 36% con un limite di 48.000 euro;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>chi ha costruito o acquistato immobili per affittarli, hai diritto ad una deduzione fiscale del 20% a patto che il contratto di locazione duri almeno otto anni;<br> per chi &egrave; in affitto le detrazioni spettano solo per contratti di locazione regolarmente registrati presso l&rsquo;Agenzia delle Entrate e varia in funzione del reddito complessivo posseduto (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca):<br> 300 euro, se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro;<br> 150 euro, se il reddito complessivo &egrave; compreso tra i 15.493,71 euro e i 30.987,41 euro;</p>
<p>acquisto di mobili ed elettrodomestici, concomitanti a ristrutturazioni edilizie, spetta una detrazione pari al 50% delle spese sostenute per l&rsquo;acquisto di mobili o elettrodomestici entro un limite di spesa di 10.000 euro. La detrazione viene divisa in 10 quote annuali di pari importo;<br> bonus mobili per le giovani coppie (almeno uno dei due deve avere meno di 35 anni), una detrazione pari al 50% su un massimo di 16mila euro, da dividere in 10 quote annuali, che spetta per le spese sostenute nel 2016 per l&rsquo;acquisto di mobili nuovi;<br> per le riqualificazioni energetiche le detrazioni cambiano a seconda del tipo di intervento:<br> 65% fino a fine 2017 per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti;<br> 70% dal 2017 fino a fine 2021 per gli interventi condominiali che riguardano l&rsquo;involucro dell&rsquo;edificio con un&rsquo;incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell&rsquo;edificio stesso. Limite di spesa massima di 40.000 euro per unit&agrave; abitativa;<br> 75% se l&rsquo;intervento &egrave; finalizzato a migliorare la prestazione energetica estiva e invernale del condominio, conseguendo almeno la qualit&agrave; media di cui al DM(decreto ministeriale) del 26 giugno 2015. Limite di spesa massima di 40.000 euro per unit&agrave; abitativa;<br> 36% dal 1 gennaio 2018 per gli interventi su singole unit&agrave; abitative per una spesa massima di 48.000 euro;<br> 36%: dal 1 gennaio 2022 per interventi su interi condomini per una spesa massima di 48.000 euro;</p>
<p>gli interventi antisimici sugli immobili sono detraibili al 50% (36% dal 2018) delle spese sostenute dal 22 giugno 2012 al 31 dicembre 2017 per gli interventi di ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi, nei territori in cui &egrave; stato dichiarato lo stato di emergenza, fino ad un massimo di 96.000 euro a immobile (48.000 euro dal 2018). La detrazione viene ripartita anche in questo caso in 10 quote annue di pari importo;<br> per la videosorveglianza (telecamere, sistemi d&rsquo;allarme e contratti con istituti di vigilanza) &egrave; previsto un credito d&rsquo;imposta che ammonta al 100% per le spese sostenute nel 2016 per l&rsquo;installazione di sistemi di videosorveglianza, per sistemi d&rsquo;allarme, per la stipula di contratti con istituti di vigilanza per immobili ad uso abitativo.</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Altre spese</strong></p>
<p>Sono inoltre detraibili le spese sostenute per:</p>
<p>le donazioni a ONG, Onlus, istituti scolastici, associazioni o a popolazioni colpite da calamit&agrave;, come il terremoto sono detraibili al 19% fino ad un massimo di 2.065 euro;<br> detraibili al 19% le spese sostenute per i premi di assicurazione per rischio morte o invalidit&agrave; permanente superiore al 5%, per un massimo di 530 euro di spesa, anche in presenza di pi&ugrave; contratti. Se l&rsquo;assicurazione &egrave; per il rischio di non autosufficienza, la detrazione del 19% si applica su una spesa massima di 1.291,14, euro, anche in presenza di pi&ugrave; contratti;<br> le somme versate a titolo di contributi previdenziali e assistenziali e di contributi volontari versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza sono interamente deducibili dal reddito;<br> i contributi versati per colf, baby sitter e badanti sono deducibili dal reddito fino ad un importo massimo di 1.549.37 euro;<br> le spese funebri sono detraibili al 19% per una spesa massima di 1.550 euro a decesso;<br> le spese veterinarie sono detraibili al 19% della spesa sostenuta per un massimo di 387,34 euro, con franchigia di 129,11 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>URL del Link: <a href="https://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/approfondimenti/153700/dichiarazione-redditi-i-trucchi-per-risparmiare.html">https://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/approfondimenti/153700/dichiarazione-redditi-i-trucchi-per-risparmiare.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/46223/come-annullare-il-proprio-debito-con-equitalia-tramite-una-semplice-lettera</guid>
	<pubDate>Tue, 02 May 2017 15:59:02 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/46223/come-annullare-il-proprio-debito-con-equitalia-tramite-una-semplice-lettera</link>
	<title><![CDATA[Come annullare il proprio debito con Equitalia, tramite una semplice lettera.]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I giudici riconoscono questo diritto ai cittadini (per l'ennesima volta).</p>
<p>In pratica, come spiegato dal legale del contribuente, l&rsquo;Avv. Matteo Sances &ldquo;&egrave;<em> bastata una semplice istanza del mio assistito al concessionario della riscossione, indicante i motivi di illegittimit&agrave; della pretesa, per sospendere immediatamente l&rsquo;azione del Fisco ma non solo. A seguito della mancata risposta da parte di quest&rsquo;ultimo entro 220 giorni, il debito &egrave; stato definitivamente annullato</em>&rdquo;.</p>
<p><img src="https://static2.blastingnews.com/media/photogallery/2016/9/28/660x290/b_586x276/giuridicamente-parlando-equitalia-se-sbaglia-risarcisce-il-danno-blogspot-com_892025.jpg" alt="equitalia annullare il debito" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p>E&rsquo; questo il principio ribadito anche in appello dalla <strong>Commissione Tributaria Regionale della Lombardia</strong> che in questi giorni ha confermato la sentenza di primo grado emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano &ndash; che vedeva come Presidente il Dott. Piercamillo DAVIGO &ndash; &nbsp;e dunque ribadito l&rsquo;annullamento del debito tributario di un imprenditore lombardo per oltre <strong>100.000,00 euro</strong> (sentenza n.1531/05/2017 della Commissione Tributaria Regionale di Milano, Presidente Dott. Mario VENDITTI).</p>
<p>I giudici milanesi, infatti, condividendo totalmente le motivazioni sostenute dai giudici di primo grado hanno dichiarato &ldquo;&hellip;del tutto infondata e priva di pregio la eccezione avanzata dalla Equitalia Servizi di Riscossione con la conseguenza che il termine di 220 giorni, periodo entro il quale l&rsquo;Agenzia delle Entrate di Milano doveva rispondere alle istanze presentate dal contribuente, non &egrave; stato rispettato. Risulta, infatti, dalla documentazione in atti che, a fronte dell&rsquo;istanza depositata il 09.10.2013 &hellip; l&rsquo;Agenzia delle Entrate ha risposto solo in data 17.12.2014 e cio&egrave; a dire ad oltre un anno di distanza&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel caso specifico, il contribuente in questione, dopo aver ricevuto alcuni atti esattoriali, aveva inviato a Equitalia una dichiarazione (ai sensi dell&rsquo;art.1 comma 538 della legge n.228/2012) con la quale contestava la legittimit&agrave; delle pretese.</p>
<p>A seguito di ci&ograve;, Equitalia, invece di sospendere la sua attivit&agrave; per verificare quanto dichiarato dal contribuente, provvedeva a notificare a quest&rsquo;ultimo una comunicazione di ipoteca.</p>
<p>Per tale motivo, dunque, il contribuente si vedeva costretto a impugnare tale comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria e i sottostanti atti esattoriali, sottolineando come il debito tributario fosse venuto meno a causa della mancata risposta, da parte del Fisco, all&rsquo;istanza formulata dal ricorrente ai sensi dell&rsquo;art.1, commi 537 e seguenti, della Legge n.228/2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come anticipato in precedenza, la Commissione Tributaria Provinciale di Milano adita accoglieva integralmente il ricorso con la sentenza n.5667/40/2015 (Presidente il Dott. Piercamillo DAVIGO) che pertanto veniva appellata da Equitalia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ebbene, anche i giudici d&rsquo;appello hanno sottolineato il comportamento corretto del contribuente e il diritto di quest&rsquo;ultimo a vedersi annullato il presunto debito col Fisco poich&eacute; la presentazione dell&rsquo;istanza rientra tra i diritti riconosciuti per legge ai contribuenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci si augura, dunque, che il Fisco riconosca immediatamente tali diritti senza costringere i contribuenti a lunghi e onerosi processi.</p><p>URL del Link: <a href="https://www.affaritaliani.it/rubriche/fisco_dintorni/il-debito-con-equitalia-si-annulla-se-il-fisco-non-risponde-476708.html">https://www.affaritaliani.it/rubriche/fisco_dintorni/il-debito-con-equitalia-si-annulla-se-il-fisco-non-risponde-476708.html</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 17:45:34 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/videos/play/group:7656/45914/come-evitare-pignoramento-di-un-conto-corrente-da-parte-de-equitalia</link>
	<title><![CDATA[Come evitare pignoramento di un conto corrente da parte de Equitalia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Come evitare il pignoramento di un conto corrente da parte de Equitalia</p>
<p>Pignoramento del conto corrente</p>
<p>Innanzitutto &egrave; bene ricordare che un conto corrente vuoto non pu&ograve; essere pignorato. Dunque, se alla data della notifica del pignoramento il conto postale o bancario dovesse essere &ldquo;in rosso&rdquo;, ossia il saldo dovesse riportare il segno &ldquo;meno&rdquo;, il creditore non potrebbe effettuare alcun pignoramento.</p>
<p><strong>Se sul conto corrente &egrave; depositata la pensione o lo stipendio</strong></p>
<p>Regole particolari si hanno nel caso in cui sul conto corrente sia depositato solo lo stipendio o la pensione. Di ci&ograve; abbiamo gi&agrave; parlato, in modo approfondito, in &ldquo;Pignoramento del conto corrente: nuovi limiti&rdquo; a cui si rinvia. In sintesi, le nuove norme sui limiti del pignoramento impongono che, in entrambi i casi (pignoramento del conto con lo stipendio o con la pensione), il creditore non possa pignorare:</p>
<p>quanto agli importi che risultano gi&agrave; depositati in banca alla data di notifica del pignoramento: un importo pari al triplo dell&rsquo;assegno sociale (per il 2015, pari a 448,52 euro). Con la conseguenza che il creditore non potr&agrave; mai toccare il saldo, anche se attivo, fino a 1.345,56. Per esempio, se sul conto dovessero risultare presenti 2.000 euro, il creditore potrebbe pignorare solo 654,44 euro (ossia 2.000- 1.345,56);<br>quanto agli importi che verranno accreditati dopo la notifica del pignoramento: il pignoramento non pu&ograve; superare il limite di 1/5 di tali somme. Se si tratta di pi&ugrave; di un pignoramento contemporaneamente, tutti per diverse cause (per es.: pignoramento Equitalia, pi&ugrave; pignoramento della moglie per mancato versamento del mantenimento), il pignoramento non pu&ograve; superare 1/2 di tali somme.</p>
<p><strong>Aprire un nuovo conto</strong></p>
<p>Aprire un altro conto corrente con la stessa banca non ti salver&agrave;: il medesimo atto di pignoramento si estende, infatti, a tutti i rapporti intrattenuti con lo stesso istituto di credito.</p>
<p>Movimento difesa del contribuente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/bookmarks/view/45908/le-cartelle-di-equitalia-perdono-efficacia-dopo-un-anno</guid>
	<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 08:15:09 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/bookmarks/view/45908/le-cartelle-di-equitalia-perdono-efficacia-dopo-un-anno</link>
	<title><![CDATA[Le cartelle di Equitalia perdono efficacia dopo un anno]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Come districarsi fra le norme che prevedono una scadenza per la cartella esattoriale notificata al contribuente da Equitalia.&nbsp;</p>
<p><img src="https://i.res.24o.it/images2010/SoleOnLine5/_Immagini/ArticleGallery/Notizie/2013/difese-fisco/equitalia-fermare-cartelle-tasse-258.jpg?uuid=33be62d4-d121-11e2-bdaf-2fdeb53b565d" alt="Le cartelle di Equitalia perdono efficacia dopo un anno" width="300" style="border: 0px;"></p>
<hr>
<p>La cartella di Equitalia perde efficacia dopo un anno: secondo la legge [1] infatti se il contribuente non paga gli importi indicati in cartella entro sessanta giorni dalla sua notifica, il pignoramento da parte di Equitalia dovr&agrave; avvenire al massimo entro un anno dalla data di notificazione della cartella di pagamento.</p>
<p>La cartella di Equitalia perde efficacia dopo un anno, &egrave; vero, ma rimane un atto che suscita timori nel contribuente soprattutto perch&eacute; nella cartella &egrave; contenuto il chiaro messaggio che esiste nei suoi confronti un carico di tributi e/o di sanzioni amministrative che risulta non essere stato pagato al creditore (Comuni o Agenzia delle entrate).</p>
<p>La notifica di una cartella di pagamento, cio&egrave;, significa innanzitutto che il contribuente ha gi&agrave; ricevuto in precedenza un avviso di accertamento o un verbale (cosiddetta &ldquo;multa&rdquo;) che non ha provveduto a pagare.</p>
<p>In questi casi il creditore (Comune o Agenzia delle entrate), constatato che il contribuente non ha pagato quanto era indicato nell&rsquo;avviso di accertamento o nel verbale, forma il ruolo (che &egrave; l&rsquo;elenco dei debitori), lo trasmette all&rsquo;agente della riscossione (Equitalia) che provveder&agrave; a recuperare il credito attraverso la cosiddetta fase di riscossione coattiva.</p>
<p>Ed il primo atto della fase di riscossione coattiva &egrave;, appunto, la notificazione al contribuente della cartella di pagamento.</p>
<p>Evidenziamo subito che in materia di Irpef, Iva, contributi previdenziali&ndash;assistenziali dovuti a Inps e Inail, Irap e ritenute alla fonte, la cartella di pagamento non viene pi&ugrave; inviata al contribuente (n&eacute; si forma pi&ugrave; il ruolo).</p>
<p>Per questi tributi e per i contributi previdenziali, infatti, dopo la notifica dell&rsquo;avviso di accertamento (che si chiama avviso di addebito per quello che riguarda i contributi previdenziali), Equitalia pu&ograve; procedere direttamente al pignoramento senza dover prima notificare la cartella di pagamento.</p>
<p>Invece, per quello che riguarda le sanzioni per violazioni delle norme del Codice della Strada, le imposte indirette (imposta di registro, imposte di successione, catastali, ipotecarie) e i tributi locali (Imu, Tari, Tasi ecc.), la notificazione della cartella di pagamento &egrave; ancora obbligatoria.</p>
<p>E allora, ripetendo il concetto base di questo articolo, &egrave; assai utile sapere che nel momento in cui il contribuente dovesse ricevere una cartella di pagamento, egli ha sessanta giorni di tempo per pagare le somme in essa specificate e che, se non dovesse pagare, il pignoramento da parte di Equitalia dovr&agrave; avvenire entro un anno dalla data di notificazione della cartella di pagamento: insomma, la cartella di Equitalia perde efficacia dopo un anno.</p>
<p>Entro un anno, cio&egrave;, dalla data di notificazione della cartella, Equitalia potr&agrave; pignorare i beni mobili, gli stipendi, le pensioni e/o gli immobili di propriet&agrave; del debitore senza dover avvertire nuovamente il debitore.</p>
<p>Decorso, invece, pi&ugrave; di un anno dalla notificazione della cartella di pagamento essa &ldquo;scade&rdquo; nel senso che Equitalia, prima di poter pignorare i beni mobili e/o immobili del debitore, sar&agrave; obbligata a notificare al debitore un altro atto, definito intimazione di pagamento, in cui il debitore sar&agrave; di nuovo intimato a pagare e avvertito che, se il pagamento non avverr&agrave; entro cinque giorni, sar&agrave; avviata l&rsquo;esecuzione con il pignoramento [2].</p>
<p>Occorre, perci&ograve;, verificare attentamente, nel caso in cui Equitalia abbia pignorato la pensione o lo stipendio o un immobile o un bene mobile, se tra la data di notificazione della cartella e la data del pignoramento sia passato pi&ugrave; o meno di un anno: se fosse passato pi&ugrave; di un anno, il pignoramento sar&agrave; da considerare irregolare se non sar&agrave; stato preceduto dalla notificazione di un nuovo avviso (la cosiddetta intimazione di pagamento) e potr&agrave; essere impugnato con opposizione agli atti esecutivi dinanzi al Tribunale ordinario nel termine di venti giorni da quando sar&agrave; stato comunicato al contribuente [3].</p>
<p>Si &egrave; detto che la cartella di Equitalia perde efficacia dopo un anno e che perci&ograve; il pignoramento non potr&agrave; essere eseguito se, trascorso pi&ugrave; di un anno dalla notificazione della cartella, al contribuente non sar&agrave; prima stato inviato un altro atto (chiamato intimazione di pagamento).</p>
<p>La domanda conclusiva &egrave;: anche il fermo amministrativo e l&rsquo;ipoteca non potranno essere eseguiti a carico del contribuente dopo che sar&agrave; decorso pi&ugrave; di un anno dalla notificazione della cartella?</p>
<p>La giurisprudenza [4] ha chiarito che, se &egrave; decorso pi&ugrave; di un anno dalla notificazione della cartella di pagamento, il fermo amministrativo dell&rsquo;autoveicolo del contribuente e l&rsquo;ipoteca sugli immobili del contribuente potranno essere iscritti anche senza l&rsquo;invio dell&rsquo;intimazione di pagamento, ma occorrer&agrave; per&ograve; preavvertire con apposito atto il contribuente che, in caso di mancato pagamento del carico esistente a suo nome entro trenta giorni, l&rsquo;agente della riscossione provveder&agrave; a iscrivere fermo e/o ipoteca. D&rsquo;altra parte, l&rsquo;obbligo del preavviso di fermo e del preavviso di ipoteca &egrave; oggi sancito anche dalla legge [5].</p><p>URL del Link: <a href="https://www.laleggepertutti.it/155688_la-cartella-di-equitalia-perde-efficacia-dopo-un-anno">https://www.laleggepertutti.it/155688_la-cartella-di-equitalia-perde-efficacia-dopo-un-anno</a></p>]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://www.iochatto.it/discussion/view/45903</guid>
	<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 09:11:42 +0200</pubDate>
	<link>https://www.iochatto.it/discussion/view/45903</link>
	<title><![CDATA[Equitalia proroga 2017 - cambiano scadenze per rottamazione cartelle]]></title>
	<description><![CDATA[<p>E' scattata la annunciata proroga per la sanatoria dei debiti nei confronti del fisco decisa con il decreto fiscale dell&rsquo;anno scorso, &nbsp;e visto il successo, Equitalia ha deciso di cambiare i tempi e le modalit&agrave; di rottamazione delle cartelle. Al fine di aiutare i contribuenti nella presentazione della domanda, <strong>&egrave; stata concessa la proroga richiesta</strong>: anzich&eacute; fino al 31 marzo ora ci sar&agrave; tempo <strong>sino al 21 aprile</strong>. <br>Ogni contribuente, che ne abbia fatto richiesta dovrebbe quindi ricevere una risposta di Equitalia alla sua domanda entro il 15 giugno.</p>
<p><img src="https://www.occhiodisalerno.it/wp-content/uploads/2017/03/Equitalia-Rottamazione-cartelle.jpg" alt="rottamazione equitalia prorogata" width="600" style="border: 0px;"></p>
<p>La procedura agevolata (la cosiddetta rottamazione delle cartelle di Equitalia) prevede l&rsquo;annullamento degli interessi di mora e delle sanzioni, dagli importi iscritti a nome del contribuente, al quale se lo vorr&agrave; resterebbero da versare a Equitalia gli importi dei tributi, tasse e multe evase, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo ed emolumenti vari riguardanti il lavoro del Concessionario, ovvero le spese di riscossione, notifica e aggi.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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